24 ottobre 2020
Aggiornato 20:01
Il vicesindaco risponde alle scelte del CdM

Poteri di monitoraggio già in atto all'interno del Comune di Roma

Il vicesindaco della Capitale Marco Causi a seguito delle comunicazioni del Governo seguite alla seduta ha spiegato che tra le direttive decise dal CdM in vista del Giubileo della Misericordia «vengono previsti poteri di coordinamento degli enti e delle istituzioni pubbliche coinvolte negli interventi giubilari in capo al prefetto di Roma, e funzioni di monitoraggio simili a quelli dell'Expo

ROMA (askanews) - Tra le misure messe in capo dal Cdm di oggi in vista del Giubileo della Misericordia «vengono previsti poteri di coordinamento degli enti e delle istituzioni pubbliche coinvolte negli interventi giubilari in capo al prefetto di Roma, e funzioni di monitoraggio e verifica delle procedure di gara in capo all'Anac, in tutto simili su entrambi i versanti a quelli adottati a Milano per Expo 2015». Lo ha spiegato il vicesindaco della Capitale Marco Causi a seguito delle comunicazioni del Governo seguite alla seduta.

Monitoraggi in atto per progetti ordinarie
«E' importante ricordare che questi poteri di monitoraggio sono già in atto all'interno del Comune di Roma - ha segnalato, però, Causi - non solo per i progetti del Giubileo ma anche per le attività ordinarie di gara, grazie a un accordo fortemente voluto dal Campidoglio e firmato a luglio da Ignazio Marino con l'autorità guidata da Raffaele Cantone». Il vicesindaco ha voluto ricordare anche che, «per quanto riguarda l'impegno per la legalità e la lotta alla criminalità organizzata, l'amministrazione guidata da Ignazio Marino fin dal suo insediamento nel 2013 ha sollecitato l'allora Ministro Fabrizio Saccomanni affinché ispettori del Ministero dell'economia verificassero i conti lasciati da chi ci aveva preceduto!».

L'importanza della collaborazione con Pignatone
Questa verifica, ha continuato Causi «ha messo in luce gravi criticità che abbiamo affrontato, per quanto riguarda l'aspetto macrofinanziario, con il piano di rientro, e per quanto riguarda la riorganizzazione interna all'amministrazione, con l'approvazione del Piano di prevenzione della corruzione, strettamente ispirato ai precetti dell'Anac, accompagnato da una generale rotazione dei dirigenti e dall'aumento delle attività di controllo e di accertamento, nonché da nuove norme su trasparenza e codici di comportamento e da una rigorosa stretta sulle pratiche preesistenti in materia di proroga di affidamenti diretti e di lavori in somma urgenza». Per questo stesso motivo «questa amministrazione - ha concluso Causi - ha sin dall'inizio collaborato con il Procuratore Giuseppe Pignatone, coordinatore dell'inchiesta che ha definitivamente scoperchiato quel "mondo di mezzo" che aveva, con metodi mafiosi, inquinato l'amministrazione negli anni di Gianni Alemanno: pratiche rispetto alle quali abbiamo determinato una radicale discontinuità».