21 aprile 2021
Aggiornato 09:00
Il Parlamento europeo esorta Italia e Grecia

Il reddito di cittadinanza si deve fare, ce lo chiede l'Europa

Da Bruxelles il monito agli unici due Paesi dell'Unione in cui ancora non è previsto il reddito di cittadinanza. In Europa un cittadino su quattro versa in condizioni di povertà: l'Italia ascolti Bruxelles non solo per i diktat sull'austerity

ROMA - Il reddito di cittadinanza si deve fare. Un post sul Blog di Beppe Grillo ribadisce ancora una volta la necessità di introdurre in Italia la normativa che regoli la materia del reddito minimo. E stavolta non è solo il Movimento a chiederlo, ma l'Europa. L'esortazione arriva dal Parlamento europeo che nei giorni scorsi ha dato l'ok ad una relazione nella quale si invitano gli Stati membri (o, meglio, quei pochi rimasti senza) ad introdurre un reddito minimo come misura volta a ridurre il cancro della povertà.

In Europa solo Italia e Grecia senza reddito di cittadinanza
Sono 123 milioni i soggetti che in Europa ricadono sotto i livelli di povertà. Come si legge sul Blog, ciò vuol dire che un cittadino su quattro non dispone di mezzi economici sufficienti per arrivare alla fine del mese. Il problema, però, sta nel fatto che, mentre nel resto dei Paesi dell'Unione europea lo Stato mette a disposizione fondi specifici destinati a supplire alle carenze economiche dei singoli soggetti, solo in Italia e Grecia «i poveri sono condannati all'emarginazione e alla solitudine». Su ventotto paesi, in ventisei si garantisce una normativa volta a sostenere dal punto di vista prettamente finanziario gli indigenti, dando loro l'opportunità di «sopravvivere in attesa di un posto di lavoro».

Il governo ascolti Bruxelles non solo per i diktat sull'austerity
Il fine del reddito di cittadinanza è proprio quello di garantire la sopravvivenza a chi non ha la possibilità di farlo da sé. Ora che il monito arriva anche dall'Europa, il governo italiano non può continuare ad ignorare l'ineluttabilità della legge sul reddito di cittadinanza. Sul Blog si legge che «non bisogna ascoltare i diktat di Bruxelles solo quando impone l'austerity», voltandosi dall'altra parte nel momento in cui, per una volta, l'Europa fa un passo avanti per il bene del cittadino. Ora più che mai si avverte l'urgenza che il governo italiano dia seguito alle richieste di Bruxelles. Il voto venuto fuori dal Parlamento europeo è una vittoria per i pentastellati: è, infatti, in virtù della «relazione per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione» presentata dalla portavoce del Movimento 5 Stelle Laura Agea che si è proceduto all'approvazione della relazione sul reddito di cittadinanza.

Ad Anna, a tutti i disoccupati
Nel post sul Blog viene riportata una lettera scritta dalla stessa portavoce Agea e indirizzata ad Anna, cittadina italiana precaria con un marito disoccupato e tre figli da crescere. Una «candidata ideale» a ottenere il reddito di cittadinanza se in Italia esistesse, si legge sul blog. È una lettera che l'europarlamentare scrive ad Anna ma che potrebbe essere rivolta a tutti quei cittadini italiani che versano nelle stesse condizioni di difficoltà in cui si trova la donna. Agea ricorda ad Anna il legame che le lega, la promessa fatta nel momento del fallimento: riuscire a ridare dignità a tutti coloro che non riescono ad arrivare a fine mese per colpa della crisi. «La nostra società non deve essere basata sul favore ma sul diritto, non sulla pietà ma sulla dignità», scrive Laura Agea. In Aula la relazione presentata dalla portavoce pentastellata ha guadagnato il «sì» dei più e oggi persone come Anna avranno una speranza in più per affrontare la crisi e la disoccupazione.