23 ottobre 2019
Aggiornato 05:00

Serve un referendum per uscire dall'Euro, ora

Il senatore del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, in un intervento al Senato, denuncia il fallimento dell'Unione europea per colpa della moneta unica e dell'egemonia di banche e finanza. Uscire dall'Euro è l'unica soluzione per non affondare, ma serve un referendum

ROMA - Sono 200 mila gli italiani che hanno firmato per proporre una legge di iniziativa popolare che permetta l'indizione di un referendum per l'introduzione di una moneta nazionale sovrana e quindi l'uscita dall'Euro. Vito Crimi, senatore del Movimento 5 Stelle, interviene in Senato e spiega le ragioni alla base della battaglia del M5S per ottenere la soluzione referendaria. A detta di Crimi, il referendum in questione si sarebbe dovuto fare prima dell'entrata dell'Italia nel sistema della moneta unica europea, decisione che, invece, è stata dettata dai governi, «senza alcuna consultazione dei cittadini».

L'Europa dell'unione di monete
Nonostante negli anni diversi nomi della politica italiana abbiano più volte espresso la necessità di abbandonare l'Euro e tornare alla moneta nazionale, non è mai stata presentata una proposta concreta come quella avanzata dal Movimento. Il senatore pentastellato si dice convinto che un referendum «di indirizzo sulla permanenza nell'Euro si può fare» e si può fare attraverso una legge costituzionale. E' necessario in questo delicato frangente, dare la possibilità ai cittadini di scegliere, come quando – continua Crimi – nel 1989 gli italiani furono chiamati alle urne per pronunciarsi sulla questione che prevedeva «il mandato al Parlamento europeo di redigere un progetto di costituzione europea da sottoporre alla ratifica degli organi degli stati membri della comunità». L'idea era la costituzione di una unione di popoli, il risultato è stata invece una unione di monete.

Il fallimento dell'Ue è evidente
È giunto il momento di smetterla di illudersi – continua il senatore grillino nel suo intervento –: è evidente il fallimento dell'Unione europea. È naufragata l'Europa della solidarietà e dell'equiparazione dei diritti e dei doveri. A determinare il fallimento l'Euro, le banche e la finanza: da unione dei popoli a unione bancaria. Non regge più la «propaganda» sull'ineluttabilità dell'Euro e sulle conseguenze catastrofiche che seguirebbero ad un abbandono della moneta unica. L'Euro ha segnato la caduta di molte economie: non soltanto la Grecia si è accorta dell'inganno, oggi anche l'Austria sta accusando gli effetti negativi della moneta unica e a dimostrarlo una straordinaria raccolta firme a sostegno di una petizione popolare per uscire dall'Euro e dall'Unione europea.

«Chi vuole fermare questa politica di austerità adesso ci segua»
In Grecia non c'è disperazione e miseria divulgata  da media e parte della politica italiana: «C'è la stessa crisi che c'è in Italia», afferma Crimi. Domenica 5 luglio le piazze greche erano invase da cittadini che avevano scelto la democrazia. In Grecia «ha vinto il popolo, ha vinto la sovranità nazionale, ha vinto il libero arbitrio dei cittadini», spiega il senatore pentastellato. Anche l'Italia può farlo: basta spingere per il referendum sull'Euro. Informare i cittadini italiani e fare in modo che scelgano se continuare a «sottostare all'austerità della moneta unica», oppure uscire dal meccanismo dell'Euro. Il Movimento 5 Stelle ha depositato il disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare e ora spetta al Parlamento avviare la discussione. «Chi vuole fermare questa politica di austerità adesso ci segua», conclude Crimi rivolgendosi all'Aula.