29 novembre 2020
Aggiornato 11:00
Esclusiva M5S al DiariodelWeb.it

«Quelli del Pd collusi o imbecilli»

La bufera di Mafia capitale ha svelato l'intricata trama che legava malaffare romano e istituzioni. In un'intervista esclusiva al DiariodelWeb.it, il deputato grillino Massimo Baroni dice la sua sul sindaco Marino e sul presidente del Pd Orfini

ROMA – «Orfini ci sembra confuso e infelice e Marino è in preda ad una psicosi istituzionale». Massino Baroni, deputato del Movimento 5 Stelle, commenta i fatti di Mafia capitale, le parole di astio del presidente del Pd Matteo Orfini nei confronti di alcuni grillini e l'incapacità del sindaco Ignazio Marino di gestire la situazione e, in un'intervista rilasciata al DiariodelWeb.it, passa al contrattacco evidenziando le debolezze del Pd romano.

Le vergogne del Pd romano
Marino «confonde, ormai, i suoi problemi personali, i suoi problemi di partito, i valori che dovrebbero caratterizzare il suo partito con le condizioni minime per poter amministrare una città come Roma», spiega il grillino. «È veramente vergognoso che Orfini e Marino dichiarino a singhiozzo che: A il Pd non c'entra niente e B sono stati loro a permettere gli arresti attraverso le loro dichiarazioni». Ignazio Marino, invece, anche «a fronte delle di decine e decine d esposti che noi del Movimento 5 Stelle abbiamo fatto della «malamministrazione» romana, di appalti irregolari e altre situazioni di irregolarità rispetto alla legge anticorruzione, non ci risulta abbia fatto un solo esposto».

La giunta disonesta
Le colpe di Marino e le responsabilità della sua amministrazione pesano come macigni nell'ambito dell'inchiesta di Mafia capitale pesano come macigni, a detta del deputato del Movimento 5 Stelle Massimo Baroni. Le dimissioni del sindaco dell'Urbe appaiono, allo stato delle cose, inevitabili. «Lui potrà anche vantarsi di essere stato dal procuratore di Roma Pignatone e di essersela «cantata»», ma – continua il deputato grillino – nel momento in cui il sindaco rilasciava le sue dichiarazioni a Pignatone, la Procura di Roma già era a conoscenza dei fatti, «e questo dato risulta veramente vergognoso: non è possibile che Marino, dovendo amministrare una città difficile come Roma, – continua Barone –, non riesca a capire che un amministratore pubblico che fa parte di un partito non può fare nulla se non si circonda di persone oneste». L'invettiva di Baroni continua e si fa più forte nei confronti del Partito democratico e, quindi, dell'incapacità del sindaco di avvalersi di collaboratori irreprensibili: «Il minimo sindacale per un primo cittadino è proprio quello di circondarsi, attraverso il partito di riferimento e attraverso la sua giunta, di persone oneste».

Le faide interne bloccano l'amministrazione
Come spiega Baroni, al contrario di quanto sbandierato dal presidente del Pd e dal sindaco sull'integerrima condotta del partito, diverse sono stati gli esponenti dem presenti nella lista nera di Mafia capitale: oltre agli arrestati, addirittura «dei quattro subentrati martedì scorso nell'assemblea capitolina, uno è già indagato», continua il deputato, «siamo veramente al ridicolo». L'attacco nei confronti del sindaco continua senza tregua, quando Baroni relega Marino in uno stato di «scissione mentale» per cui il primo cittadino non sarebbe in grado di comprendere l'importanza di amministrare «una città difficile come Roma» con il supporto di «una squadra di cui fidarsi, rimanendo nella legalità»,scegliendo di servirsi di una equipe in cui, invece, «fin dal primo giorno vi sono state battaglie intestine per il mantenimento del potere», battaglie – spiega il deputato – su chi doveva indicare «le persone che dovevano rivestire ruoli in punti strategici per eventuali appalti». Sono stati diversi, a tal proposito, gli arresti di dirigenti comunali «arrestati o indagati» oppure spostati «per la loro pericolosità». Uno di questi, continua Baroni, era «il dirigente di Ostia, che è stato trasferito al V Municipio». Il problema dell'amministrazione Pd a Roma, spiega Barone, è che gli esponenti «hanno continuato a ricattarsi, e poi hanno vicendevolmente bloccato l'amministrazione comunale e la possibilità di mettere in atto un cambiamento».

«Creano dei danni impressionanti»
Stessa cosa per Andre Tassone, «sponsorizzato da Orfini» e poi finito nell'occhio del ciclone con l'operazione Mondo di mezzo. Quindi, «o i massimi esponenti del Pd non si rendono conto con chi hanno a che fare all'interno del Pd romano e dei loro fiduciari», oppure, secondo Baroni, starebbero «dissimulando cose che sanno e per silenzio colpevole non hanno mai voluto denunciare». Quindi, secondo il grillino, «o sono collusi» oppure «sono semplicemente degli imbecilli»: «In ogni caso – prosegue – creano dei danni impressionanti all'amministrazione romana». La gravità della situazione è dimostrata anche dal fatto che sotto l'amministrazione Marino, a Roma il giro del malaffare legato agli appalti è cresciuto rispetto anche a quando sulla poltrona c'era Alemanno. «La situazione a Roma è un continuo disinteresse dei problemi dei cittadini», conclude il deputato del M5s, e a dimostrarlo è la rete intricata e complessa che con Mafia capitale è venuta fuori in tutta la sua intensità e che ha visto l'amministrazione di Ignazio Marino e il Pd romano complice.