25 giugno 2019
Aggiornato 02:00
Fi contro Italicum

Romani: dura opposizione di Forza Italia alla legge elettorale

In una nota Paolo Romani, presidente del gruppo Forza Italia al Senato, ha affermato che «Si apre un capitolo nuovo: la dura opposizione di Forza Italia alla Camera su una legge elettorale, che pur votammo al Senato, nonostante l'introduzione di modifiche non condivise, come il premio di maggioranza alla lista».

ROMA (askanews) - «Si apre un capitolo nuovo: la dura opposizione di Forza Italia alla Camera su una legge elettorale, che pur votammo al Senato, nonostante l'introduzione di modifiche non condivise, come il premio di maggioranza alla lista, in virtù della definizione complessiva di un nuovo assetto costituzionale in cui la condivisione della figura di garanzia della Presidenza della Repubblica assumeva un ruolo fondamentale di tenuta del sistema, consente a Forza Italia al Senato, nel prossimo passaggio parlamentare delle riforme costituzionali, di giocare una nuova partita utile ad inserire modifiche respinte in prima battuta». E' quanto ha dichiarato in una nota Paolo Romani, presidente del gruppo Forza Italia al Senato.

Una partita che si gioca fino in fondo
«Una partita che il gruppo di Forza Italia al Senato potrà in seguito ad un ampio e approfondito dibattito interno, giocare fino in fondo. E sono sicuro che prevarranno largamente, in questa sede, i motivi di unità rispetto a quelli di divisione». «Oggi, in una errata e semplicistica ricostruzione di stampa sul Corriere della Sera - ha proseguito Romani -, si riduce il lavoro in Senato sulle riforme costituzionali ad un semplice voto o peggio ad una semplice opera di convincimento del ministro Boschi nei confronti della mia persona».

Proposta iniziale stravolta
«È invece agli atti parlamentari come il testo approvato dalla Camera Alta di revisione della propria composizione e funzioni sia stato frutto di un lavoro parlamentare, accurato e approfondito, della commissione e dell'assemblea. In particolare, è ancora più chiaro come la proposta iniziale del governo sia stata facilmente, e non uso questo avverbio a caso, stravolta soprattutto grazie al lavoro dei senatori di Forza Italia: il Senato dei Sindaci, come disegnato dal testo governativo, è stato trasformato in un Senato proporzionale alla rappresentanza politica dei consigli regionali, per non entrare nel merito delle funzioni legislative e della riforma del Titolo V, temi anch'essi oggetto di un'ampia discussione e revisione ad opera dei senatori».