20 gennaio 2022
Aggiornato 21:00
Riforma della legge elettorale

Letta: «Un errore approvare la legge elettorale in solitudine»

L'ex premier in una lettera alla Stampa afferma di non avere doppi fini, né di essere intenzionato a candidarsi a nulla, ma precisa: «Chi ha responsabilità di guida deve in primo luogo convincere e coinvolgere», riferendosi alle azioni del premier Matteo Renzi.

ROMA (askanews) - «Non ho doppi fini, nè mi candido a nulla. Affermo solo, con tutta la libertà intellettuale di cui sono capace, che chi ha responsabilità di guida, soprattutto su questioni che riguardano le regole condivise, deve in primo luogo convincere e coinvolgere. Così vince davvero. Altrimenti, vince sulle macerie». Lo scrive l'ex premier Enrico Letta in una lettera alla Stampa in cui sottolinea ancora una volta che «la volontà del capo del governo e del Pd di far approvare la legge elettorale in solitudine, contro tutte le opposizioni esterne e contro una parte del proprio partito, è un errore».

Italicum tra gli ultimi atti da Parlamentare
Letta conferma che per lui quello sull'Italicum «sarà tra gli ultimi atti da parlamentare, forse uno dei più sofferti» e definisce «strumentale» il tentativo di rintracciare «una vincolante continuità tra il disegno di legge e i lavori della Commissione per le riforme guidata dal ministro Quagliariello» nel governo da lui presieduto. «Una legge così delicata come quella elettorale - ribadisce Letta - deve essere sottratta 'al capriccio o all'abuso delle maggioranze occasionali'. Lo si legge, peraltro, proprio nella Relazione finale della Commissione Quagliariello».

Basta forzature e personalismi
Comunque, conclude, «la democrazia italiana ha valori e anticorpi più forti di quanto non immaginiamo. E non c'è una sola importante conquista della nostra intera storia unitaria che sia stata raggiunta a colpi di forzature e personalismi. Andiamo lontano solo quando riscopriamo il coraggio e la capacità di farlo attraverso un grande sforzo collettivo».