6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31
Il Pd sull'Italicum

Boccia: sì a fiducia, ma ora si modifichi la riforma costituzionale

In una nota Francesco Boccia, deputato Pd e presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, ha commentato il voto di fiducia accordato ieri al governo e afferma che pur essendo questa legge elettorale piena di limiti, «non potevo negare il sì ad un governo guidato dal segretario del Partito Democratico», aggiungendo che è stata «la base elettorale del mio collegio in Puglia» a chiederlo.

ROMA (askanews) - «Pur considerando l'Italicum una legge elettorale piena di limiti e la decisione di mettere la fiducia una forzatura eccessiva non potevo negare il sì ad un governo guidato dal segretario del Partito Democratico. Sì al voto di fiducia, chiestomi anche dalla base elettorale del mio collegio in Puglia». Lo dichiara in una nota Francesco Boccia, deputato Pd e presidente della commissione Bilancio di Montecitorio.

Ora il governo apra a modifiche reali
«Considero la consultazione della base - prosegue - un atto di umiltà e nello stesso tempo di forza, adesso però mi aspetto che il governo apra a reali modifiche della riforma costituzionale, richiesta avanzata anche dai territori, che permetterebbe di evitare il combinato disposto che viene fuori da legge elettorale-riforme costituzionali. Mi auguro che i motivi di dissenso, sempre su scelte di merito, avvenuti in questi mesi, consentano al segretario del nostro partito di comprendere che senza aprirci ai luoghi di confronto, cosa ben diversa da uno streaming, rischiamo di non ritrovarci più».

I nodi cruciali da cambiare
«Sui temi della scuola, del fisco nell'economia digitale, sullo split payment, sul reverse charge, sulla congruità dei nuovi diritti soggettivi rispetto ai vecchi ammortizzatori sociali sono state poste questioni rilevanti che, alla prova dei fatti, hanno dimostrato la necessità di serie correzioni. All'azione di governo, di questo governo, voglio continuare a dare fiducia ma il Presidente del Consiglio non può non interrogarsi su quale sia la strada più corretta per risolvere dalle fondamenta i problemi del Paese».