24 settembre 2021
Aggiornato 04:00
NCD sull'Italicum

Quagliariello: bene legge elettorale senza forzatura

Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, dichiara in una nota che il fatto che l'Italicum introduca un sostanziale meccanismo di elezione diretta del vertice dell'esecutivo non può che essere «un dato positivo». Inoltre, affinché il sistema sia equilibrato è necessario integrare il quadro delle riforme in atto con altre leggi, in primis quella sui partiti.

ROMA (askanews) - «Nel momento in cui il Parlamento si accinge all'esame della legge elettorale, è doveroso ribadire alcune considerazioni, di merito e di metodo». Lo dichiara in una nota Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd. «Numero uno: il fatto che l'Italicum introduca un sostanziale meccanismo di elezione diretta del vertice dell'esecutivo - prosegue - è un dato positivo ed è anche l'unico modo affinché, agendo sulla sola leva della legge elettorale, possa conoscersi la sera delle elezioni chi governa e chi ha il compito di fare opposizione».

Integrare le riforme
«Numero due: affinché il sistema stia in equilibrio - osserva Quagliariello - è necessario assumere impegni precisi per completare il quadro delle riforme, integrando quelle attualmente in itinere. In particolare, serve una legge che regolamenti il funzionamento dei partiti politici (articolo 49 della Costituzione), una legge quadro sulle autorità indipendenti di garanzia e una più forte legittimazione dei futuri senatori: obiettivo, quest'ultimo, che può essere raggiunto senza stravolgere il testo di riforma costituzionale giunto ormai alla terza lettura. Ulteriori garanzie potranno inoltre derivare da una seria revisione dei regolamenti parlamentari che non faccia andare disperso l'eccellente lavoro portato avanti nella scorsa legislatura».

Ognuno si assuma le proprie responsabilità
«Quanto infine al metodo attraverso il quale concludere l'esame dell'Italicum - afferma ancora Quagliariello - ribadiamo quanto già più volte affermato: quando si decide su regole del gioco di portata sostanzialmente costituzionale, molto meglio che ciascuno si assuma le proprie responsabilità al riparo da 'forzature' regolamentari. Che, insomma - conclude - non si ricorra né al voto di fiducia né al voto segreto».