26 settembre 2020
Aggiornato 20:30
capogruppo denuncia scorrettezza Pd

Scotto: su deputati di Sel pressioni da parte dei renziani

Arturo Scotto, capogruppo di Sel alla Camera, conferma le pressioni fatte dai renziani ai deputati del suo partito in vista delle votazioni sulla legge elettorale. Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, al Corriere della Sera, aveva smentito le dichiarazioni di Scotto, che aveva risposto che evidentemente Guerini «non controlla tutte le telefonate che arrivano dai suoi accoliti».

ROMA (askanews) - Il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto, conferma le pressioni fatte dai renziani ai deputati del suo partito in vista delle votazioni sulla legge elettorale. Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, in un'intervista al Corriere della Sera, aveva infatti smentito le dichiarazioni di Scotto, il quale, durante la trasmissione di Rainews24 DiMattina, risponde: «Evidentemente il vicesegretario del Partito democratico non controlla tutte le telefonate che arrivano dai suoi accoliti, da quelli che partecipano all'inner circle renziano, quelli passano per convertiti al renzismo. Ho suggerito, in maniera molto pacata, di evitare le telefonate tanto sono inutili».

Fermiamo lo «stupro» della Costituzione
«Ci appelliamo a tutti quei deputati liberi che in tutti questi mesi hanno espresso rilievi critici sull'Italicum: non consentiamo questo stupro della Costituzione». Lo ha affermato in una dichiarazione alla vigilia dell'approdo in aula Camera dell'Italicum il capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto, denunciando la gravità di un eventuale voto di fiducia al Governo collegato alla riforma della legge elettorale.

Fiducia è aberrazione
«La fiducia sulla legge elettorale - ha affermato nel suo appello ai deputati il capogruppo di Sel - un'aberrazione. E' una legge di rango costituzionale e sulla Costituzione nessun Governo guidato dal buonsenso porrebbe mai la questione di fiducia. Se il premier, come sembra ormai chiaro a tutti dovesse optare per questo strumento, cambierebbe in un colpo solo la natura della nostra Repubblica: da parlamentare a neo presidenziale».