18 settembre 2019
Aggiornato 01:00
Legge elettorale

Cuperlo: «La fiducia sull'Italicum sarebbe la fine del governo Renzi»

Sono circa 140 gli emendamenti presentati alle riforma elettorale in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Il termine per la presentazione delle proposte di modifica, che saranno illustrate oggi a partire dalle 11.30, è scaduto questa mattina alle 9. Non mancano le critiche al premier da parte della minoranza dem.

Roma (askanews) - Sono circa 140 gli emendamenti presentati alle riforma elettorale, il cosiddetto Italicum, in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Il termine per la presentazione delle proposte di modifica, che saranno illustrate oggi a partire dalle 11.30, è scaduto questa mattina alle 9. Non mancano le critiche al premier da parte della minoranza dem.

Cuperlo: Sarebbe uno strappo così grave da provocare la fine della legislatura
Una fiducia sulla legge elettorale provocherebbe uno «strappo grave» in Parlamento che potrebbe portare ad una fine anticipata della legislatura. Lo ha detto Gianni Cuperlo a 'L'intervista' su SkyTg24: «Fino all'ultimo mi impegnerò per evitare che si arrivi ad un voto di fiducia sulla legge elettorale. Sarebbe uno strappo che ha un solo precedente, nel 1953. Faccio un appello al presidente del consiglio - ha aggiunto - riflettiamo ancora. Se accadesse avvieremmo la legislatura verso un percorso di progressivo e accelerato esaurimento. Provocherebbe una tale rottura in Parlamento con le forze che si determinerebbe un clima di enorme tensione. Si correrebbe il rischio di instradare la legislatura su un binario che va a esaurimento».

Mineo: La fiducia sull'Italicum sarebbe un grave errore
«L'Italicum non è la priorità del nostro Paese. La fiducia sarebbe un errore grave e non ci sarebbe più un Partito Democratico se questa operazione andasse in porto».Lo ha detto Corradino Mineo, senatore Pd, intervenuto stamattina ad Omnibus su La7. «Io credo che Renzi stia bluffando. E' meglio che si fermi un attimo a discutere", ha aggiunto.

Pisicchio: La legge elettorale non può essere il giudizio di Dio
«La legge elettorale non può essere il giudizio di Dio. Recuperiamo i toni appropriati per un dibattito civile. E consentiamo al Parlamento di esprimersi senza pressioni ansiogene da parte di chicchessia». Lo ha affermato in una nota il presidente del gruppo misto alla Camera Pino Pisicchio, unendosi agli altri dem contrari al voto di fiducia.