21 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Il premier agli studenti della Georgetown University a Washington

Renzi: «L'Italia deve cambiare. Sulle riforme non si torna indietro»

Per Matteo Renzi, "è tempo di dire che Italy is back", l'Italia è tornata in pista ed è pronta a ripartire con la giusta marcia guardando a un futuro promettente fatto anche di riforme su cui "non si torna indietro".

Washington (askanews) - Per Matteo Renzi, «è tempo di dire che Italy is back", l'Italia è tornata in pista ed è pronta a ripartire con la giusta marcia guardando a un futuro promettente fatto anche di riforme su cui «non si torna indietro».E' questo il messaggio che il presidente del Consiglio ha portato ieri agli studenti della Georgetown University a Washington.

Renzi: L'Italia deve cambiare
Nell'elegante Gaston Hall, la sala da 700 posti a sedere dove in passato ha parlato anche il presidente americano Barack Obama, Renzi ha spiegato di essere «il presidente del Consiglio di uno dei Paesi più belli e importanti per la cultura al mondo».Ma pur riconoscendo «il passato ricchissimo» della Penisola, ha spiegato che «il futuro è più importante e più interessante del passato, anche in Italia». Per Renzi, «se il mondo della globalizzazione chiede di cambiare, l'Italia deve cambiare».E «se l'Italia fa le riforme, sarà leader dell'Europa per i prossimi 20 anni. Se l'Italia finalmente decide di investire nel futuro, non solo tornerà ad avere un ruolo di leadership ma anche di speranza per il resto d'Europa", ha detto ricordando gli sforzi fatti per portare avanti le riforme incluse quelle elettorale, istituzionali, della PA, del mercato del lavoro con il Jobs Act e della Giustizia. Renzi ha anche detto che nel paese serve «un sistema di tasse più semplice. Dobbiamo ridurre le tasse».Il presidente del consiglio ha poi citato Bob Kennedy per ricordare che «il futuro non è un dono, è una conquista».Per questo, «se sei un politico, devi avere una visione. Il passato non è sufficiente».Quello di Renzi è un lavoro «non facile ma divertente» perché il futuro è appunto più interessante del passato.

La leadership americana è un modello da seguire
La «leadership americana è un modello» perché «la presidenza Obama ha investito in un nuovo sogno americano» quando si è trovata a fare i conti con la peggiore crisi dalla Grande Depressione degli anni '30. Renzi ha spiegato che «grazie alla leadership di Obama, l'economia americana ha ridotto la disoccupazione e aumentato il Pil. Nell'Ue invece la disoccupazione è salita e il Pil è sceso». Secondo il premier, questo è accaduto perché «il modello di sviluppo economico in Ue è basato sull'austerità e non su un'idea di crescita. Non capisco perché gli americani hanno investito in un futuro di crescita e l'Europa ha perso l'opportunità», ha aggiunto Renzi chiedendo la «creazione di un nuovo approccio» in sede Ue. Renzi ha detto di avere «provato con il mio ministro delle Finanze a convincere la leadership europea ad investire nel futuro».Ha poi aggiunto che «la prima responsabilità è italiana, perché se continuiamo a vivere nel passato, se non riusciamo ad approvare le riforme è normale» non vedere risultati.