31 marzo 2020
Aggiornato 08:00
Sel su Legge elettorale

Scotto: Renzi fa il baratto con le riforme

Il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto commenta le parole di Matteo Renzi e sostiene che per il premier la «politica è un baratto: tu dai una cosa a me e io ne do una a te». Ora Renzi è preoccupato «perché sa di non avere i numeri» sulla legge elettorale. Per Loredana De Petris «la modifica della riforma costituzionale siano il solito gioco di prestigio».

ROMA (askanews) - «Per Renzi 'il moderno' la politica è baratto: tu dai una cosa a me e io ne do una a te. Una cosa non proprio modernissima. Dopo aver bloccato il Parlamento per mesi sulla modifica della Costituzione con l'unico scopo di togliere l'elettività del Senato, ora la usa come merce di scambio. Renzi è preoccupato perché sa di non avere i numeri. A questo punto sarebbe meglio fermarsi e rivedere sia la legge elettorale che la riforma del Senato». Lo afferma il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto commentando le parole del premier Renzi.

De Petris: Pessima riforma decisa con Berlusconi
«Se davvero Renzi si decidesse a modificare la pessima riforma istituzionale decisa a quattr'occhi con Berlusconi sarebbe un passo certamente molto positivo, anche se l'Italicum resterebbe comunque una legge pessima e nella sostanza ben poco democratica». Lo afferma la presidente del Gruppo Misto-Sel, Loredana De Petris.

Il gioco di prestigio di Renzi
«Purtroppo - prosegue De Petris - temo che i sibillini accenni del premier a una non meglio specificata modifica della riforma costituzionale siano il solito gioco di prestigio. Da mesi Renzi risponde a ogni critica sulla riforma elettorale dicendo che la situazione verrà sanata con la riforma istituzionale e viceversa. In realtà, per modificare nei punti davvero sensibili la riforma, in particolare per quanto riguarda il Senato elettivo, Renzi dovrebbe ritirare il progetto e presentarlo in versione modificata, dato che quei punti non sono stati modificati dalla Camera e dunque non torneranno al vaglio del Senato. Sarebbe un passo meritorio, ma non mi pare facile né probabile che Renzi lo faccia veramente».

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