13 luglio 2020
Aggiornato 16:00
La decisione era attesa ma non scontata

Berlusconi si gode «fine pena». E (a malincuore) affronta caos regionali

Il coro in Forza Italia è praticamente unanime: finalmente Berlusconi può tornare in campo, ora bisogna intervenire sulle storture della legge Severino e guardare con fiducia al pronunciamento della Corte di Strasburgo.

ROMA (askanews) - La decisione era attesa ma non data per scontata. E' dunque inevitabile che Silvio Berlusconi si dica soddisfatto di «essere tornato a essere un uomo libero» ora che il tribunale di sorveglianza di Milano ha dichiarato estinta la pena seguita alla condanna per il processo Mediaset. Il battage azzurro seguito alla decisione ne è la prova. Il coro è praticamente unanime: finalmente Berlusconi può tornare in campo, ora bisogna intervenire sulle storture della legge Severino e guardare con fiducia al pronunciamento della Corte di Strasburgo.

Incandidabile fino al 2019
Già, perché nonostante sia stata estinta la pena - a seguito del buon esito dell'affidamento ai servizi sociali - Silvio Berlusconi resta ancora incandidabile fino al 2019 proprio in virtù della legge che porta il nome del Guardasigilli del governo Monti. A detta di alcuni esponenti azzurri in soccorso dell'ex premier potrebbe arrivare la sentenza che proprio la corte di Strasburgo ha emesso oggi nei confronti di Bruno Contrada, sostenendo che la sua fu una «condanna illegittima». Che i due casi siano assimilabili è da vedere, i tempi di un pronunciamento europeo sul caso Berlusconi sembrano però tutt'altro che brevi.

Il leader azzurro sempre più distante dal partito
Di fatto, oggi, è tutto un giubilare per l'imminente ritorno in campo a 360 gradi del Cavaliere. Come a voler prefigurare un suo impegno massiccio nella campagna elettorale per le Regionali. Ma se Berlusconi non ha alcuna intenzione di mettere la faccia su questa partita elettorale non è certo per le questioni giudiziarie. In realtà, il leader azzurro sta sempre più prendendo le distanze da quanto sta accadendo all'interno del partito, come fosse in attesa di un'esplosione definitiva che gli consenta di buttare via l'acqua sporca e il bambino, ossia la vecchia classe dirigente.

Caos Regionali
L'ex premier, che stamattina è stato a Cesano Boscone, oggi ha dovuto a malincuore far ritorno a Roma dopo aver trascorso un periodo a villa Certosa. A malincuore perché sa che nella Capitale lo attendono le sempre più numerose polemiche interne al partito e soprattutto il non ancora risolto nodo delle Regionali. Il caso Puglia e lo scontro frontale con Fitto, infatti, stanno contagiando un po' tutto. Il centrodestra potrebbe andare in ordine sparso anche in Liguria, dove in seguito allo strappo sulla Poli Bortone Fratelli d'Italia potrebbe appoggiare un anti-Toti. Ma a due settimane dalla presentazione delle liste resta da scegliere ancora anche il candidato di Forza Italia in Toscana. Lì, infatti, stanno facendo pesare la loro influenza due pezzi grossi azzurri come Altero Matteoli e Denis Verdini. Una candidatura «ostile», è il ragionamento, sarebbe visto come una dichiarazione di guerra. Che, a quel punto, potrebbe propagarsi anche in Parlamento. Per il momento, infatti, i verdiniani non escono allo scoperto. Si attende un gesto di «pacificazione»: diversamente potrebbe arrivare un segnale sull'Italicum, magari con un voto che compensi il dissenso della minoranza dem.