23 aprile 2024
Aggiornato 14:00
Giustizia | Processo Mediaset

L'avvocato del Cavaliere: «Ipotesi grazia». Bondi: «Magistrati svizzeri ribaltano sentenza Cassazione»

Il legale Franco Coppi: «Il presidente Berlusconi sta valutando con una certa serietà la situazione». L'ex ministro: «Carte rivelatorie su Frank Agrama minano alla radice il teorema della procura di Milano e poi della Suprema Corte»

MILANO - Il caso giudiziario di Silvio Berlusconi è stato al centro dei ragionamenti dei fedelissimi del Cavaliere. Il suo legale parla di ipotesi «grazia da parte del capo dello Stato», mentre Sandro Bondi è convinto che la magistratura svizzera abbia «carte rivelatorie» sulla sentenza Mediaset.

IPOTESI GRAZIA - «Per il momento non è stato deciso niente. E' tutto sul tavolo, ma non c'è alcun orientamento.
L'ipotesi della richiesta di grazia al capo dello Stato resta comunque in campo»
. Franco Coppi, avvocato di Silvio Berlusconi ha illustrato ad Affaritaliani.it le ultime posizioni del Cavaliere riguardo la sua condanna per evasione fiscale.
In merito alle voci dell'insistenza dei figli per un atto di clemenza, il legale ha replicato: «Non ne ho parlato con loro di questa vicenda. Non so cosa dire. Il presidente Berlusconi sta valutando con una certa serietà la situazione».

I MAGISTRATI SVIZZERI - Il senatore Sandro Bondi, coordinatore del Pdl è convinto che «la rivelazione resa nota dal settimanale Tempi minerebbe alla radice il vero e proprio teorema in base al quale la procura di Milano e poi la Cassazione sono giunti, sulla base di inferenze e deduzioni logiche e non sulla base di prove dimostrabili e dimostrate, ad una sentenza di condanna che i legali del presidente Silvio Berlusconi hanno sempre dichiarata ingiusta e fondata sul nulla».
Nello specifico è stato pubblicato un «documento della magistratura svizzera, che proverebbe che Frank Agrama non era un intermediario fittizio nella catena dei diritti televisivi, ma era stato 'realmente incaricato dalla Paramount di vendere diritti per film e fiction in Italia'».
Questo documento dei giudici istruttori di Berna, ha insistito Bondi: «Getta una luce nuova su un processo viziato fin dal primo momento da una ipotesi mai provata e confutata da tutti i testi del dibattimento, un processo rispetto al quale la Cassazione, come si evince dalla lettura delle motivazioni, si è limitata a dare legittimità a una sequenza di deduzioni senza corrispondenza nella realtà dei fatti».