24 giugno 2021
Aggiornato 01:30
Parla il presidente emerito, Giorgio Napolitano

Sull'Italicum non si può tornare indietro

Domani, dalle 9,15 in sala del Mappamondo con diretta webtv, ci sarà l'audizione degli esperti sulla legge elettorale. Il presidente emerito, Giorgio Napolitano, e il relatore dell'Italicum alla Camera, Gennaro Migliore, credono fermamente che non ci sia più tempo da perdere.

ROMA (askanews) - Martedì 14 aprile, alle ore 9,15, la commissione Affari costituzionali della Camera , presso la sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, svolgerà audizioni di esperti nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'esame del progetto di legge approvato, in un testo unificato, dalla Camera e modificato dal Senato, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati. Il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il relatore dell'Italicum alla Camera, Gennaro Migliore, concordano sul bisogno di affrettare i tempi sulla legge elettorale.  

Napolitano: non si può tornare indietro
«Non si può tornare indietro, disfare quello che è stato faticosamente costruito, elaborato, discusso i questi mesi. Guai se si piomba in un ricominciamo da capo", ha dichiarato il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, rispondendo, a margine di un convegno alla Camera, alle risposte dei giornalisti circa il dibattito aperto sulla legge elettorale in esame. «La legge Mattarella - ha aggiunto Napolitano, presidente a Montecitorio durante l'approvazione del 'mattarellum' - fu in pochi mesi elaborata e discussa perché ci fu un clima di collaborazione e ci fu la consapevolezza del fatto elementare che la legge elettorale non può che essere che una legge di compromesso. Così fu la legge Mattarella, che ha funzionato in maniera eccellente. E' stato un gravissimo errore liquidarla»

Migliore: Non c'é tempo da perdere
Anche il relatore dell'Italicum alla Camera, il deputato ex Sel passato al Pd Gennaro Migliore, crede che non si possa tornare indietro e si augura che non sia necessario porre la questione di fiducia sulla riforma elettorale «ma attenzione - avverte in un'intervista al Corriere della Sera - non c'è più tempo da perdere: è arrivato il momento di chiudere la pagina della peggior legge elettorale degli ultimi tempi, il Porcellum».In prima lettura, Migliore, ancora nel gruppo Sel, votò contro: «Vero, votai contro, ma della legge di allora è rimasto solo il nome, Italicum. Tutto il resto è cambiato. Per questo credo che sia coerente valorizzare i cambiamenti e votare a favore. A cominciare dalla questione di genere. E poi, i partiti più piccoli. Nella prima versione c'erano tre soglie di sbarramento, che rischiavano di escludere pezzi enormi di elettorato. Bene, ora c'è uno sbarramento unico, al 3 per cento: il più basso da 20 anni a questa parte». Quanto al premio di maggioranza «la versione del Nazareno sulla soglia minima era al 35 per cento. Poi è stata portata al 37, ora al 40. E se non la raggiungi, c'è un ballottaggio. Sono gli elettori che decidono realmente a chi va il premio. Non solo. Premio di maggioranza e soglia di sbarramento insieme garantiscono governabilità e rappresentanza».Questo Italicum, conclude Migliore, «è un ottimo punto di mediazione. Certo, tutto è perfettibile, ma preferisco fare una legge come questa, piuttosto che rischiare di non farla».