14 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Il presidente dell'Anci: sindaci fanno spending review ogni giorno

Fassino: «I tagli li facciano Padoan e Guidi»

Piero Fassino, in qualità di presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, commenta l'esame del Documento di Economia e Finanza ieri al primo esame del Consiglio dei Ministri. Per Fassino, i Comuni mettono in atto la spendig review ogni giorno, nonostante questo non incida sul debito pubblico e aggiunge: «Hanno cambiato 64 volte le regole di bilancio».

ROMA (askanews) - «Un sindaco la sua spending review la fa ogni giorno. Dal 2010 ad oggi, tra taglio dei trasferimenti e patto di stabilità, i Comuni hanno fatto sacrifici per 17 miliardi di euro. E questo nonostante incidano poco sia sul totale del debito pubblico, il 2,5%, sia sull'intera spesa pubblica, il 7,6%. Non lo dice Fassino ma l'Istat. E mi pare che altri abbiano contribuito molto meno al risanamento dei conti pubblici. Mi riferisco alle amministrazioni centrali dello Stato». Lo ha dichiarato Piero Fassino, presidente dell'Anci, in un'intervista al quotidiano Corriere della Sera, dopo che ieri il Consiglio dei ministri ha iniziato l'esame del Def

RENZI INCONTRERA' SINDACI - Il presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani ha aggiunto, ancora: «Intanto prendo atto che il presidente del Consiglio ha annunciato di voler incontrare i sindaci, e questo è positivo e distensivo. Per quel che riguarda i tagli vedremo quali saranno le proposte». Il sindaco di Torino fa sapere che chiederà al premier «di conoscere le linee del Def ma anche di discutere alcuni problemi che riguardano ancora il 2015», ricordando inoltre che dal 2011 ad oggi i decreti che hanno cambiato le regole di bilancio per i Comuni sono stati «64, uno ogni 15 giorni».

CHIAMPARINO: ANCORA TAGLI? PARADOSSALE - «E' paradossale che si parli di nuovi tagli appena conclusa la trattativa sulla legge di Stabilità. Nel 2014 le Regioni hanno tagliato 5,5 miliardi di euro. Un miliardo e settecento di tasse nazionali che serve a garantire il monte stipendi dei dipendenti». Lo ha dichiarato Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Piemonte, in un'intervista al quotidiano la Repubblica, dopo l'avvio dell'esame del Def da parte del governo, aggiungendo di credere «che ci siano amministrazioni centrali dello Stato che potrebbero forse contribuire maggiormente alla riduzione delle spese».

RIDUZIONE PARTECIPATE REGIONALI HA EFFETTI NEL TEMPO - «Credo che l'unico settore in cui si possa ancora intervenire - ha agggiunto - sia quello della riduzione del numero delle società partecipate. Ma qui dobbiamo dirci le cose con chiarezza, senza prese in giro: la riduzione delle partecipazioni regionali è certamente un'operazione virtuosa ma i suoi effetti non sono immediati. Si vedono nel medio periodo ed è dunque illusorio pensare che questa possa essere la chiave per consistenti riduzioni di spesa nel 2016». Secondo Chiamparino le Regioni avrebbero «bisogno di garanzie di segno opposto: il taglio di 2,2 miliardi del fondo sanitario che abbiamo accettato per quest'anno non potrà essere replicato per il prossimo, a meno di non ridurre le prestazioni».