23 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Le norme antiterrorismo ci riportano agli anni di piombo

Le leggi speciali sono una vittoria dell'Isis. Speriamo che sia l'ultima

Non è la prima volta che lo Stato italiano deve fare i conti con la minaccia terroristica. Non molto tempo fa, gli attentati alle torri gemelle dell'11 settembre 2001 fecero entrare in vigore norme altamente stringenti in fatto di privacy, per tutelare la sicurezza dei cittadini. E anche durante gli anni di piombo, le leggi speciali fecero discutere l'opinione pubblica.

ROMA – Non è la prima volta che lo Stato italiano deve fare i conti con la minaccia terroristica. Non molto tempo fa, gli attentati alle torri gemelle dell'11 settembre 2001 fecero entrare in vigore norme altamente stringenti in fatto di privacy, per tutelare la sicurezza dei cittadini. E anche durante gli anni di piombo, le leggi speciali fecero discutere l'opinione pubblica. Ecco le misure che furono adottate in passato, e che si ripropongono oggi perché di grande attualità.

LE LEGGI SPECIALI DEGLI ANNI DI PIOMBO - Durante gli anni di piombo, l'emergenza terrorismo ha fatto sì che lo Stato italiano adottasse norme eccezionali con una diminuzione delle libertà costituzionali ed un ampliamento della discrezionalità delle forze di polizia. L'ampliamento del ricorso ai reati associativi o di pericolo presunto, fu l'ossatura normativa di un codice emergenziale che si è saldato definitivamente con l'evoluzione sicuritaria avvenuta dopo gli eventi drammatici dell'11 settembre 2001. Ecco alcune delle leggi speciali che vennero emendate per combattere il terrorismo. Innanzitutto la «legge Reale» (n. 152 del 22/5/1975), che autorizzava la polizia a sparare nei casi in cui ne ravvisasse necessità operativa. La legge in questione suscitò molte polemiche e fu sottoposta a referendum, che ottenne il pieno consenso dell'opinione pubblica: il 76,5% votò per il mantenimento e il 23,5% per l'abrogazione. Dal 1978 vennero istituiti corpi speciali delle forze dell'ordine: il GIS (Gruppo Intervento Speciale) dei Carabinieri ed il NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della Polizia. Nel 1980 viene istituita anche la cosiddetta "Legge Cossiga" (legge n. 15 del 6 febbraio), che prevedeva condanne sostanziali per chi venisse giudicato colpevole di "terrorismo", ed estendeva ulteriormente i poteri della polizia. Si trattava di una legge estremamente dura, tanto che alcuni ne contestarono la costituzionalità, ma che ottenne comunque l'approvazione popolare mediante referendum: anche qui l'85,1% della popolazione votò per il mantenimento e il 14,9% per l'abrogazione.

LE NORME DOPO L'11 SETTEMBRE - Dopo l'attentato alle torri gemelle, l'Italia ha risposto con prontezza alla minaccia terroristica , in pieno accordo con le risoluzioni adottate in sede Nazioni Unite, e con vari strumenti normativi adottati in sede UE. Con la Legge 438/2001 sono state adottate misure urgenti per la prevenzione ed il contrasto dei reati commessi per finalità di terrorismo internazionale. Inoltre, con la legge n. 431/2001 è stato istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze il Comitato di Sicurezza Finanziaria, presieduto dal Direttore Generale del Tesoro. Esso è costituito anche dai rappresentanti dei Ministeri dell'Interno, dell'Economia e delle Finanze, della Giustizia e degli Affari Esteri, della Banca d'Italia, della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), dell'Associazione Bancaria Italiana, dell'Ufficio Italiano dei Cambi, delle Forze di Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Direzione Nazionale Antimafia. Il CSF è incaricato di prevenire l'utilizzo del sistema finanziario italiano da parte di organizzazioni terroristiche; coordina l'azione italiana di contrasto al finanziamento del terrorismo ed è competente per i provvedimenti di congelamento di beni di individui o enti legati ad organizzazioni terroristiche. Il valore dei beni finanziari congelati, attraverso il monitoraggio e l'azione del CSF, dalle autorità amministrative italiane ammontava al dicembre 2006 a circa 500.000 Euro, e sono stati sequestrati beni e proprietà per un valore pari a circa 4 milioni di Euro.