14 novembre 2019
Aggiornato 16:30
Per il M5S il reddito minimo di Boeri equivale al reddito di cittadinanza

Catalfo: «Ora anche il Presidente dell'Inps ci da ragione»

Il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, si è rivolto al mondo politico per sollecitare una riforma del sistema previdenziale italiano. Ai microfoni del DiariodelWeb.it è intervenuta la Senatrice Nunzia Catalfo del M5S, per spiegarci la proposta di legge presentata dai grillini e oggi al vaglio della Commissione Lavoro.

ROMA - Il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, si è rivolto al mondo politico per sollecitare una riforma del sistema previdenziale italiano. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuta la Senatrice Nunzia Catalfo del M5S, per spiegarci la proposta di legge presentata dai grillini e oggi al vaglio della Commissione Lavoro.

Il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha invitato il Parlamento a rivoluzionare il sistema previdenziale introducendo il reddito minimo garantito e abbassando l'età pensionabile: cosa ne pensate della sua iniziativa?
«Naturalmente ci fa molto piacere che sia sopraggiunta questa proposta, noi ci battiamo da tempo per il reddito di cittadinanza e il reddito minimo garantito, che in questo momento è in discussione alla Commissione Lavoro al Senato: per cui ci fa davvero piacere che il Presidente dell'Inps sia a favore dell'istituzione del reddito garantito.»

Ma dove si possono trovare i soldi per le coperture necessarie all'introduzione del reddito minimo garantito?
«Noi abbiamo individuato, esattamente all'art. 20 del disegno di legge, varie forme di copertura che individuano le risorse in modo corretto. Per esempio, abbiamo previsto un aumento della tassazione per gli introiti derivanti dai giochi d'azzardo e una maggiore contribuzione per chi ha un patrimonio superiore al milione di euro. Mi sembra giusto che contribuiscano a migliorare la situazione dei dieci milioni di italiani che in questo momento vivono una condizione di povertà, e tra i quali ci sono anche tanti bambini.»

Qual è la differenza tra reddito minimo garantito e reddito base? Tutt'ora si fa un po' di confusione sulla questione.
«Posso dirle cosa prevede la nostra proposta di legge. La nostra è una proposta non assistenzialista, ma collegata alle politiche per il lavoro e alla ricerca di una nuova occupazione. In modo tale da consentire all'individuo in questione, che riceve un contributo individuato in 780 euro mensili, di reinserirsi nel mercato del lavoro.»

Lei ha appena detto che la vostra proposta si trova al vaglio della Commissione Lavoro: su quali voti pensate di poter contare oltre quelli del M5S?
«Dipende molto dall'informazione e dalla consapevolezza che gli italiani hanno della questione. Intanto però posso dire che Sel ha depositato un disegno di legge su queste stesse tematiche, e anche una parte del Pd ha inviato una lettera al suo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per sollecitarlo sul reddito di cittadinanza. Insomma, penso che ci siano tutte le condizioni in questo momento in Italia per passare finalmente dalle parole ai fatti. E' arrivato il momento di istituire una misura che in tutta Europa c'è: non è un sogno del M5S, ma altrove già una concreta realtà europea.»

Tito Boeri ha chiesto, oltre all'introduzione del reddito garantito, anche l'abbassamento dell'età pensionabile: siete d'accordo anche su questo?
«Assolutamente sì, perché siamo assolutamente contrari alla Riforma Fornero e a tutto quello che ha provocato. Oltre al dramma degli esodati ha causato anche il blocco del turn-over determinando l'innalzamento della disoccupazione giovanile. Non dimentichiamo che il 16% dei giovani italiani tra i 18 e i 36 anni, spesso molto qualificati, lasciano l'Italia per cercare lavoro altrove.»

Un'ultima domanda. Che ne è stato della famosa busta arancione, che doveva arrivare da tempo immemore a tutti gli italiani e che conteneva il calcolo della loro pensione?
«Purtroppo in Italia c'è un altissimo livello di frammentazione dell'informazione: c'è pochissima trasparenza per quanto riguarda le regole della previdenza sociale e dell'assistenza, e proprio nell'epoca di Internet, dove tutto dovrebbe essere collegato e collegabile.»