20 febbraio 2019
Aggiornato 08:00
Forza Italia passa dalle accuse di tradimento agli insulti

Berlusconi: «Renzi sei uno scorpione!»

Renzi voltagabbana, quaquaraquà, scorpione e traditore. Questi gli appellativi che i forzisti riservano senza indugio al premier, colpevole di aver tradito il Patto del Nazareno. Ma ora nulla è scontato per l'elezione del Presidente della Repubblica: dalla quarta votazione, cosa accadrà?

ROMA – Renzi voltagabbana, quaquaraquà, scorpione e traditore. Questi gli appellativi che i forzisti riservano senza indugio al premier, colpevole di aver tradito il Patto del Nazareno. Ma ora nulla è scontato per l'elezione del Presidente della Repubblica: dalla quarta votazione, cosa accadrà?

BRUNETTA: RENZI HA LA SINDROME DELLO SCORPIONE E FARÀ UNA BRUTTA FINE - Matteo Renzi «ha la sindrome dello scorpione, ma morirà insieme alla rana che ha ucciso": piuttosto dure le parole del capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, dopo la candidatura al Quirinale di Sergio Mattarella da parte del segretario del Pd, Matteo Renzi, e la prima votazione del Parlamento in seduta congiunta per l'elezione del capo dello Stato.«E ora Renzi dove va senza Forza Italia? Le maggioranze a geometria variabile non hanno mai portato bene, per il premier da qui in avanti sarà tutto molto difficile», ha aggiunto l'ex ministro in un'intervista al quotidiano «la Repubblica», accusando il presidente del Consiglio di portare avanti una politica «fatta di balle, azzardo morale, giochetti e opportunismi».Brunetta gioca pesante, non esita ad attaccare direttamente il premier senza mezzi termini, e conferma che alla quarta votazione Forza Italia continuerà a votare scheda bianca: «Si, lo abbiamo deciso insieme ad Area Popolare».A chi gli ha domandato se Mattarella riuscirà a salire al Colle, il capogruppo azzurro ha risposto: «Se penso alla storia del partito cosiddetto democratico e alla carica dei 101 ho grandi dubbi, ma a questo punto non me lo auguro nemmeno, perché sarebbe un ulteriore elemento di degrado per la politica. Dico solo che anche le volpi più scaltre finiscono in pellicceria».

SANTANCHÈ: IL PREMIER SI È SUICIDATO - «Renzi è un quaquaraquà. Ha voluto fare l'asso pigliatutto. E' sotto gli occhi di tutti che noi, rinunciando a una parte dl consenso, abbiamo appoggiato le riforme proposte da Renzi. Abbiamo fatto un percorso sofferto sulle riforme", ha dichiarato Daniela Santanchè, deputata di Forza Italia, intervenendo questa mattina ad Agorà, su Rai Tre. «Era evidente che il Presidente della Repubblica non doveva essere imposto, ma doveva essere condiviso. Ci si mette insieme per il bene dell'Italia e degli italiani. Renzi ha chiamato Berlusconi, l'ha voluto lui l'accordo per le riforme. Per noi era un cambiamento epocale. Noi ci eravamo fidati per un bene più alto: il bene degli italiani. Oggi, con questa scelta, Renzi ha decretato l'inizio della sua fine. E in un partito così, dove Renzi li ha umiliati e schiaffeggiati, non credo che nel segreto dell'urna saranno tutti soldatini», ha concluso la Santanchè.

TOTI E GASPARRI: IL PD HA TRADITO IL PATTO DEL NAZARENO - Più che Sergio Mattarella, che ha «un curriculum adeguato al ruolo», è il metodo di scelta del presidente della Repubblica che a Forza Italia non va proprio giù. A dirlo è il consigliere politico di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti, secondo il quale «non è questo il metodo per una scelta condivisa». Sergio Mattarella, spiega Toti, «ha un curriculum assolutamente adeguato al ruolo, ma arriva con un percorso che non è quello che ci attendevamo per una scelta condivisa. E' più la modalità di scelta che la persona» a portare gli azzurri a dire «no». Cosa accadrà sabato alla quarta votazione? «In queste circostanze oggi posso dire che non c'è alcuna possibilità di convergere su Mattarella, poi vedremo, in politica quattro giorni sono un tempo molto lungo...». Dello stesso avviso Maurizio Gasparri, che ha dichiarato di essersi sentito tradito «dal metodo» ed ha confermato che alle votazioni del mattino Forza Italia ha votato scheda bianca ed è intenzionata a farlo fino alla quarta votazione. Da lì, in poi, i giochi saranno certamente sconvolti da un grande rimescolamento di carte.

INTANTO BERLUSCONI TELEFONA A MATTARELLA - «Non siamo noi a non aver rispettato il patto ma Renzi». Parole di Silvio Berlusconi ai grandi elettori di Forza Italia, e prosegue: «è un altolà al patto del Nazareno» perché da ora in poi «Fi e Ncd saranno molto critici con il governo». Ed ha aggiunto, per togliere ogni dubbio e rassicurare gli animi sull'eventuale antagonismo col futuro Presidente della Repubblica: «Ho sentito Mattarella, ha preso la nostra decisione di votare scheda bianca come un atto di rispetto». Che sia vero o no che il più papabile tra i candidati al Colle condivida le scelte di Berlusconi, certamente il Cavaliere ha bisogno di non inimicarsi una figura così strategica per il futuro della politica italiana.