26 giugno 2019
Aggiornato 18:30
Caso marò

Gentiloni: «Dall'India ci aspettiamo risultati rapidi»

Il Ministro degli Esteri: «Dopo quello che è successo dieci giorni fa non possiamo più accontentarci di generici riferimenti a un dialogo»

ROMA - Sul caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, l'Italia si aspetta «risultati rapidi e tangibili» dal governo indiano, che parla con «varie voci di dialogo aperto». Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, in un'intervista ad Avvenire che sarà pubblicata domenica e della quale il quotidiano cattolico ha diffuso un'anticipazione.

«Dopo quello che è successo dieci giorni fa non possiamo più accontentarci di generici riferimenti a un dialogo», ha detto Gentiloni, che questa mattina ha ricevuto l'ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Daniele Mancini, richiamato per consultazioni, «Ripeto: la decisione per noi è stata grave, anche perché sono state respinte petizioni ispirate da evidenti ragioni umanitarie».

«Siamo rimasti profondamente delusi dalla decisione della Corte suprema del 16 dicembre. I contatti e il dialogo con il governo indiano non hanno prodotto i risultati attesi», ha ribadito ancora una volta il titolare della Farnesina.

Massimiliano Latorre è in Italia perchè malato; Salvatore Girone è in India e gli è stato negato anche un permesso per passare le feste a casa. I due erano in servizio sulla petroliera italiana Enrica Lexie e sono stati arrestati in India con l'accusa di aver ucciso, scambiandoli per pirati, due pescatori. «Il governo ha il dovere di far sentire la vicinanza del Paese intero ai due marò. Alle loro famiglie. Soprattutto in questi giorni di festa», ha ricordato il capo della diplomazia italiana.

Problemi e contrasti non implicano però, ha chiarito Gentiloni, «l'interruzione dei contatti e tanto meno la rottura delle relazioni diplomatiche». Aver richiamato l'ambasciatore è però servito a «manifestare la nostra contrarietà e per mettere a punto i passi successivi».