30 agosto 2025
Aggiornato 23:30
Civati ci ripensa

«Niente scissione nel Pd. Resto ma non mi ricandido»

Pippo Civati, il re dei dissidenti del Pd, mette i puntini sulle 'i' e sottolinea che quello nei confronti del segretario del partito non è un complotto, ma una presa di posizione chiara rispetto alle decisioni del premier: nessuno ha votato un'alleanza con il centrodestra che di fatto si sta portando avanti: «Se il segretario andrà al voto in primavera, non mi ricandido con il Pd».

ROMA - «Riassumo in poche battute la mia posizione: se il segretario del Pd, come credo, vorrà andare al voto nella prossima primavera con il programma degli ultimi tre mesi, non mi candiderò con il Pd. Che cosa ci sia da ridere, davvero non lo so...». Lo ha precisato il dissidente Pd Pippo Civati, con riferimento a un retroscena sul suo conto relativo all'assembla del Pd, pubblicato dal 'Corriere'.

RENZI A BRACCETTO CON LA DESTRA, IO NO«Lavorerò - ha messo nero su bianco Civati sul suo bog - per unire tutte le forze di sinistra di questo Paese per ricostruire un centrosinistra alternativo alla destra - cosa totalmente diversa dal 'partitodellanazionedeltuttidentro' - sulla base di un patto scritto e dichiarato, l'unico testo scritto della politica italiana contemporanea (non essendolo il patto del Nazareno e nemmeno il programma di governo dell'attuale esecutivo: prevale la tradizione orale, così è più facile promettere e poi cambiare anche le promesse)». E se il Pd non sarà interessato alle ragioni di milioni di elettori, «ce ne faremo una ragione...».

LA DEGENERAZIONE DELLE LARGHE INTESE - «Nei prossimi mesi, come già in questo autunno, voterò lealmente verso gli elettori secondo il mandato ricevuto due anni fa - ha puntualizzato ancora - le cose che trovo giuste». E, «per finire, non c'è proprio niente di tattico, non è un calcolo, non è un giochino, non è una minaccia: è semplicemente la presa d'atto che le mie preoccupazioni di un anno fa verso le larghe intese si sono addirittura aggravate. Era difficile, ma ce l'abbiamo fatta».

UN'ALLEANZA CHE NON HA VOTATO NESSUNO - «Noi - ha ricordato ancora Civati - siamo stati eletti con Sel e abbiamo ricevuto il premio di maggioranza con cui disfiamo la Costituzione e eleggiamo addirittura due presidenti della Repubblica e facciamo addirittura due governi e mezzo (Letta cambiò maggioranza) sulla base di un'alleanza che non ha votato nessuno. So che nessuno lo trova più strano, ma è così». E continua, ancora: «I parlamentari che con me condividono questa impostazione - ha proseguito - sono pochi e non fanno male a nessuno perché le primarie si sono svolte dopo le elezioni, non prima, e quindi ovviamente non tengono conto nemmeno dei rapporti di forza congressuali. Non dovrebbe essere difficile da capire».

NON E' UN COMPLOTTO - «Non ho ricevuto - ha concluso - nessun incarico, né ho segnalato alcuno per le posizioni di potere, proprio perché non condivido l'impostazione e lo schema attuale. Non c'è altro da aggiungere. Altri non condividono quasi nulla, ma stanno addirittura al governo. Ci sono esponenti delle minoranze Pd come Gianni Cuperlo che non condividono questa impostazione, tanto che prendono puntualmente le distanze da quello che dico, a riprova del fatto che non esiste nessun complotto ai danni del segretario».