27 febbraio 2021
Aggiornato 19:30
NCD minaccia di far saltare il tavolo

Alfano: «Non accettiamo sconti alla sinistra sul Jobs act»

Dalle file del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano si alzano le voci di critica alla notizia dell'accordo nel Pd sul Jobs act. Sacconi critica le modifiche apportate al testo della riforma del Lavoro e redarguisce il presidente del Consiglio, Matteo Renzi: «Si era detto niente maggioranze spurie».

ROMA - Il presidente della commissione lavoro del Senato e capogruppo di Ncd a Palazzo Madama, Maurizio Sacconi, critica la notizia dell'accordo nel Pd sul Jobs act e afferma: «Il Pd non ha ancora la maggioranza assoluta nelle due Camere, nelle quali peraltro non è ancora stato superato il sistema paritario». «Nel Partito democratico coabitano oggi le tesi più conservatrici con quelle più innovative e la qualità dell'equilibrio che si produce al suo interno non è per nulla scontata. Anche se sarà dirimente il decreto delegato alla regolazione del nuovo contratto a tempo indeterminato, il Nuovo Centrodestra vuole discutere ora in una riunione di maggioranza le eventuali modifiche alla delega», ha sottolineato Sacconi.

PIU' POTERE AGLI IMPRENDITORI - E continua, ancora, Sacconi, affermando: «Vogliamo che diventi possibile licenziare un assenteista o un ladro, in modo che l'imprenditore abbia finalmente il pieno governo dell'efficienza dell'impresa. Vogliamo - ha proseguito Sacconi - che la disciplina sia semplice e certa in modo da non dare spazio alla giustizia creativa e ideologizzata. Allo stesso modo vogliamo la flessibilità delle mansioni per consentire l'adeguamento dei modelli organizzativi e il libero uso delle tecnologie di controllo a distanza per aprire spazi al telelavoro. Ricordo al Presidente del Consiglio che egli stesso, quando nei giorni scorsi mi sono dimesso per un incidente nella Commissione giustizia del Senato, ha condiviso non debbano essere consentite maggioranze spurie». In conclusione, Sacconi sostiene: «Se il testo è quello descritto dalle agenzie non è accettabile. Ribadisco urgente riunione di maggioranza. Altrimenti si rompe coalizione»

NIENTE POTERI DI VETO - Il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, replica alle posizioni del Nuovo Centrodestra contro l'intesa raggiunta all'interno del Pd sulle modifiche al Jobs Act affermando che nessuno ha poteri di veto, neanche gli alleati di maggioranza del Nuovo Centrodestra. E continua, Speranza:​«Bisogna rispettare il Parlamento, questo è il punto principale. Poi si discute e ci si confronta - spiega Speranza - ma non credo siano accettabili poteri di veto da parte di nessuno. Noi siamo disponibili a ragionare e ragioneremo in Commissione, dove ci sono anche l'Ncd e tutti gli altri partiti».