27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
L'ex ministro a un passo dalle dimissioni

Sacconi: «Renzi mi ha assicurato che non toccherà i giudici»

Il capogruppo di NCD al Senato, Maurizio Sacconi, spiega le motivazioni che ieri lo avrebbero portato alle dimissioni e rivela il contenuto della telefonata del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha garantito all'esponente di Ncd che sarebbe «inaccettabile una convergenza Pd-M5S sulla questione delle toghe». Intanto, Renata Polverini assicura: «Il patto del Nazareno non si scioglierà».

ROMA - Ospite della trasmissione televisiva di rai 3, Agorà, il capogruppo di Ncd al Senato, Maurizio Sacconi commenta i fatti avvenuti ieri, che l'hanno visto protagonista di una telefonata del premier, seguita alla decisione di dimettersi del senatore in seguito alla costituzione dell'asse Pd-M5S sul ddl sulla responsabilità civile dei magistrati.

LE GARANZIE DEL PREMIER - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha fatto sì che Sacconi non lasciasse la carica che riveste a Palazzo Madama, rassicurandolo sull'impossibilità che si costituiscano maggioranze variabili. Afferma Sacconi: «Le mie dimissioni sono rientrate perché mi ha telefonato Renzi dando ampie garanzie. A tarda notte, in commissione Giustizia si era registrata su due emendamenti una maggioranza tra Pd e M5S, il tema era sensibile (sulla responsabilità civile dei magistrati) e per uno dei due emendamenti c'era il parere favorevole del governo. Mi è parso un atto politicamente rilevante, tale da rendere difficile il ruolo di garanzia che un capogruppo appartenente alla maggioranza deve mantenere»

DIMISSIONI PER PREVENIRE MAGGIORANZE VARIABILI - L'esponente del partito di Angelino Alfano ha spiegato in trasmissione le motivazioni che hanno portato a quella presa di posizione netta e decisa, portando l'attenzione sull'impossibilità di esercitare una carica di così grande spessore in condizioni inaccettabili come quelle che stavano per crearsi nella giornata di ieri. Ha aggiunto ancora il capogruppo di Ncd: «Ho voluto evidenziare la situazione, per dire che se non viene sanata non sono in grado di esercitare la mia funzione. Le rassicurazioni di Renzi sono state sull'argomento specifico e più in generale, perché ho voluto prevenire maggioranze variabili su argomenti sensibili come la legge sul lavoro e i temi etici».

POLVERINI: IL NAZARENO NON SI SCIOGLIE - «Non sono convinta che Renzi abbia necessità di andare al voto nell'immediato perché si trova nella condizione ideale per continuare a sfidare le istituzioni e insieme alle istituzioni anche coloro che in questi anni ha portato avanti il Paese». Lo afferma la deputata di Forza Italia Renata Polverini. «Ricordo poi - prosegue - che il patto del Nazareno, non si basa sulle legge elettorale ma si tiene sulle riforme costituzionali perché il Presidente del Consiglio non ha i numeri per fare la riforma del Senato, delle Province, del titolo V. Berlusconi ha già accettato nell'interesse del Paese una riforma del Senato che a Forza Italia non piace e sull'Italicum è Renzi che cambia continuamente idea. Non credo però che si stia andando verso lo scioglimento del Patto perché sono convinta si troverà un accordo che conviene anche a Renzi che vuole la pistola fumante in mano ma non quella che lo vede insieme a Grillo. Berlusconi dal suo canto suo sulla legge elettorale, nel momento in cui passa dal premio alla coalizione al premio al partito, dovrà necessariamente fare le sue valutazioni perché come si dice 'se dobbiamo morire almeno e'preferibile farlo in piedi».