18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Le Regioni contro il ddl Stabilità

Maroni dichiara guerra a Renzi

Il Governatore della Regione Lombardia si scaglia contro il premier, Matteo Renzi, e attacca la Legge di Stabilità promossa la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri. Continua la "ribellione" delle Regioni, convinte che i tagli alle tasse annunciati dal premier avranno conseguenze disastrose sulle finanze locali.

MILANO - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, impegnato a Londra nella promozione dell'Expo Milano 2015 continua il suo attacco al premier, Matteo Renzi. Maroni si schiera dalla parte dei Governatori nella stroncatura della Legge di Stabilità promossa dal Governo Renzi. Solo la scorsa settimana, infatti, - subito dopo il vaglio del Consiglio dei Minisitri - era arrivata la bocciatura della Legge da parte della Conferenza delle Regioni. La replica delle Regioni era arrivata forte e chiara: la Legge di Stabilità va a ledere le i fondi regionali, i tagli, infatti, porterebbero solo all'aumento di tasse e ticket locali. Il Governatore della Regione Lombardia rincara la dose e attacca il presidente del Consiglio sulla Legge in questione: "Io spero che Renzi capisca che noi non stiamo scherzando e che, se è sua intenzione trattare tutti allo stesso modo, quelli bravi e quelli meno bravi, i virtuosi e gli spreconi, ha capito male»

LE CONSEGUENZE CATASTROFICHE DEL DDL STABILITA' - Maroni sottolinea come la Legge di Stabilità del Governo Renzi spinga le Regioni a tagliare sui servizi ai cittadini, in primis quello intoccabile della sanità. Secondo le parole del Governatore, infatti, in Lombardia il tipo di soluzione prevista dalla "ex finanziaria" porterebbe a conseguenze immani: "Per Regione Lombardia significa chiudere dieci ospedali, aumentare i ticket e l'addizionale Irpef per mantenere i servizi e questo non è possibile. E' così difficile capire che la soluzione c'è e si chiama 'costi standard'? Trovare le best practice in ogni comportamento ed esportarle nelle altre Regioni: è questo il modo, si risparmierebbero più di quattro miliardi. Se invece vuole la guerra, guerra sia, ma spero in un ravvedimento operoso del Governo».

L'EUTANASIA DELLE REGIONI - Prima di oggi, il Governatore lombardo già si era espresso a proposito di una bocciatura netta della Legge di Stabilità. Maroni si era, infatti, ribellato ai tagli del Governo, avvertendo che non sarebbe stato lui «il killer della Lombardia». I novecentotrenta milioni previsti dai tagli del ddl Stabilità si tradurrebbero nella chiusura di ben dieci nosocomi, oltre all'aumento di ticket sanitari, e addizionali Irap e Irpef da aumentare. Secondo Maroni, il Governo starebbe mettendo in opera il disegno preciso e catastrofico di screditare le Regioni perché motivo di spese "inutili", per poi azzerarle come successo con le Province. La soluzione adeguata, per il Governatore della Lombardia, sarebbe quella di individuare "in ogni singola attività le migliori pratiche adottate in qualsiasi Regione: sono pronto a dimostrare quanto efficiente sia la Lombardia nella gestione della sanità e in altri settori». Roberto Maroni sembra alludere ad una conclusione infelice della sua carica di Governatore, qualora il Governo non tornasse sui suoi passi: «Non sarò l'esecutore testamentario nella eutanasia delle Regioni né il killer di quella più virtuosa d'Italia»