22 luglio 2019
Aggiornato 01:30
Il capo dello Stato sulla riforma della Giustizia

Napolitano: via il caos dalla Giustizia

Il presidente della Repubblica incontra i nuovi membri del Csm e parla della necessità di riformare la giustizia: la profonda crisi economica che affligge il Paese conferma la non rinviabilità della riforma. Domani, su l'Espresso, Renzi presenta il pool che si occuperà dei lavori della riforma: alla guida il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri.

ROMA - In relazione alla riforma della giustizia, arrivano le parole del capo di Stato, Giorgio Napolitano durante l'incontro al Quirinale con i nuovi membri del Consiglio superiore della magistratura. Per il presidente della Repubblica la riforma della giustizia non è più rinviabile: «In relazione alla profonda crisi economica e sociale del paese - ha affermato Napolitano - si sono manifestate nuove ragioni di attualità e non rinviabilità dei problemi di riforma della giustizia».

IL NODO ESSENZIALE - Quello che sottolinea il presidente della Repubblica è che «le esigenze di corretto, lineare, spedito funzionamento del sistema giudiziario appaiono vitali al fine di dare le certezze e le garanzie di cui ha indispensabile bisogno lo sviluppo dell'attività economica e dell'occupazione» e gli investimenti pubblici e privati, italiano e stranieri. «Questo - ha aggiunto il capo dello Stato - è ormai un nodo essenziale da sciogliere per ridare dinamismo e competitività all'economia italiana».

EFFICACIA ED ECONOMICITÀ - La macchina giudiziaria oggi è «lenta e caotica e il suo funzionamento è largamente insoddisfacente», perciò il «nuovo Csm non mancherà di fornire preziose valutazioni, osservazioni e proposte in merito ai provvedimenti di riforma della giustizia da poco approvati dal governo e portati all'esame del Parlamento». Napolitano ha ricordato infine che «ad essi è affidato il compito di restituire efficienza, efficacia ed economicità alla macchina giudiziaria».

IL POOL DELLA GIUSTIZIA - Sul numero in edicola domani de l'Espresso si parla della riforma della giustizia e, in modo particolare, delle decisioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di affidare ad una commissione voluta dallo stesso capo del Governo i lavori della riforma. Scrive l'Espresso«La polizia penitenziaria verrà spazzata via e al suo posto nascerà una 'police' della giustizia, con compiti e ruoli ampi anche sul territorio e non solo nelle carceri». Importanti, come continua l'Espresso, i cambiamenti: «Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria sarà cancellato, sostituendolo con una struttura più snella e un risparmio di centinaia di milioni di euro. C'è anche l'idea di eliminare i tour giudiziari dei detenuti di mafia e farli partecipare ai loro processi in video conferenza, come è già previsto per quelli sottoposti al carcere duro, con un risparmio di 70 milioni di euro all'anno».

GRATTERI ALLA GUIDA - Sarà Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, a guidare - a titolo gratuito - la «squadra di super-esperti». Aggiunge l'Espresso che «da luglio assieme a lui si riuniscono magistrati di grande prestigio come Piercamillo Davigo, Sebastiano Ardita e Alberto Macchia. Con l'incarico di riformare aspetti chiave della malandata macchina giudiziaria: la semplificazione delle norme, delle misure di prevenzione, del sistema penitenziario e dei reati ambientali».