19 luglio 2019
Aggiornato 21:00
Dimezzato il budget per gli F35

L'Italia dà un addio agli F-35

A Montecitorio si è deciso stamattina che il governo dimezzerà il budget finanziario previsto per gli F35. Inoltre, nella mozione del Pd approvata, si chiede al governo di pensare a soluzioni che favoriscano ritorni non solo economici, ma anche di occupazione e tecnologici. Per l'UDC si rompono gli accordi fatti con gli USA, mentre Sel e LeD chiedono che il denaro venga investito nell'occupazione.

ROMA - L'Aula di Montecitorio ha dato il via libera alla mozione Pd che impegna il governo a dimezzare il budget finanziario previsto in un primo momento per il programma F35. Nella mozione Pd - che aveva ottenuto il parere favorevole dell'esecutivo - si impegna il governo a ricercare anche «ogni possibile soluzione e accordo con i partner internazionali», col fine di «massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici». L'Assemblea ha poi approvato le altre mozioni di maggioranza, mentre ha respinto quelle di Sel, Lega Nord e M5S. 

SEL, LA TRUFFA DEL GOVERNO - Stamattina, in un tweet, il capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà, Arturo Scotto, scriveva: «Oggi alla Camera dei Deputati si voterà la mozione di Sel sugli F35. Si colga da parte di tutti l'occasione per cancellare un programma militare inutile e costoso, e si destinino i 14 miliardi di euro per investimenti dedicati a welfare e a scuola». E aggiunge al termine delle votazioni: «Renzi scelga di utilizzare il sito internet sui mille giorni e apra una consultazione online con i cittadini. Vediamo cosa pensano gli italiani, se sono per la cancellazione degli F35 o per questo gioco di prestigio a cui oggi ha assistito il Parlamento". Continua Scotto in una nota: "La maggioranza e il governo hanno truffato il Parlamento. Oggi sono state votate le mozioni sugli F35: Sel era per la cancellazione del programma d'acquisto, il Pd per il dimezzamento del programma, Forza Italia con Brunetta per mantenere lo status quo. Si è riusciti ad evitare che passasse la cancellazione, a far passare il dimezzamento e a far passare lo status quo. Quale posizione ha prevalso? Su quale linea si attesterà il governo? Lo chiediamo al presidente del Consiglio Renzi perché gli italiani lo devono sapere».

UDC, PURA DEMAGOGIA - Dall'Udc, Ferdinando Adornato in proposito dichiara: «La discussione delle mozioni è del tutto intempestiva e demagogica. Prima di tutto perchè il governo si è già impegnato a una revisione in base al Libro Bianco della Difesa, e quindi le valutazioni andranno fatte in quella fase». E continua: «Poi c'è la fondamentale questione politica: immaginiamo - e questo è uno dei motivi per cui consideriamo intempestiva la discussione di oggi - che oggi, nel pieno di una guerra che l'ISIS ha dichiarato all'Occidente ed alla quale l'Occidente ed anche i Paesi arabi stanno cercando di rispondere, mentre la nostra Federica Mogherini ha da poco assunto un alto incarico europeo per la politica estera, il Parlamento italiano dia al mondo la notizia che rompe il suo impegno strategico con gli Stati Uniti. Al di là della questione degli F-35 e delle opinioni di ciascuno, questa non apparirebbe certamente una posizione politica di un Parlamento responsabile", aggiunge Adornato. "Terzo, l'Europa deve essere in grado di dotarsi di adeguati strumenti di difesa. Mettiamo che abbiano ragione quei dottissimi analisti internazionali che giudicano il ventunesimo secolo come il secolo del declino americano. Bene, se fossimo davanti davvero ad un declino americano, da un punto di vista politico e militare, immaginate cosa sarebbe il mondo: un mondo certamente non fatto di pace (già adesso), un mondo fatto di ingiustizie, di aggressioni, di torture, di attacchi alla dignità dei popoli, di genocidi, di persecuzioni nei confronti delle religioni. Bene, immaginate se non ci fossero gli Stati Uniti, che oggi sono il nostro comodo scudo, perché possiamo criticarli e possiamo appoggiarli insieme, immaginate cosa sarebbe l'Europa».Adornato prosegue:«Ho paura che davvero il futuro della pace, come del resto anche grandissimi storici anche dell'antichità hanno detto, passa se uno non rinuncia, comunque, volendo la pace, a prepararsi alla guerra. Questo è fare in modo che le proprie nazioni ed i propri Stati possano sapersi difendere. Se non inquadriamo la discussione degli F-35 all'interno di questo scenario - conclude Adornato -, io credo che non andremo lontano e non garantiremo nessuna pace. Oggi rompere qui, in quest'Aula, il nostro impegno strategico con gli USA - non per non rivederlo, come il Governo ha promesso, ma proprio per romperlo - credo che sarebbe una notizia che il Parlamento italiano non può assolutamente dare oggi al mondo ed all'Europa».

ZEN, QUEI MILIONI PER POSTI DI LAVORO - A rispondere ad Adornato è Alessandro Zan, deputato veneto di Libertà e Diritti, nel corso delle dichiarazioni di voto sulle mozioni concernenti il programma F-35 alla Camera: «In caso di conferma del programma F-35 da parte dell'Italia e del conseguente acquisto dei 90 caccia, il nostro Governo dovrebbe impegnare una somma che si aggira tra i 12 e i 14 milioni di euro. A questa dovremo inoltre aggiungere i fondi necessari all'acquisto dei velivoli, alla loro manutenzione, all'addestramento dei piloti e alla copertura di tutti i costi di esercizio, arrivando secondo le stime a spendere quasi 52 milioni di euro». E Zan continua: «Si tratta di una cifra enorme, se consideriamo che sarebbe impiegata per acquistare aerei da guerra, peraltro poco affidabili nelle loro fasi di sviluppo e con tanti difetti tecnici», spiega il parlamentare di LeD, «pensati per scenari ben differenti dallo spirito dell'articolo 11 della nostra Costituzione. Oggi abbiamo l'opportunità di scegliere» ha proseguito Zan, rivolgendosi ai colleghi in Aula. «Scegliere se continuare indiscriminatamente la nostra piena partecipazione al programma Joint Strike Fighter per la produzione dei cacciabombardieri F-35 o se riservare quei milioni e milioni di euro per la creare nuovi posti di lavoro qualificati e ridare un futuro economico al nostro Paese. In quest'ottica, va senza dubbio apprezzato l'orientamento assunto dal Governo di addivenire in tempi brevi all'elaborazione di un nuovo libro bianco della difesa, anche per poter avviare una seria riflessione sulla sostenibilità di alcune scelte: ma non è abbastanza. Il nostro Paese deve sospendere subito il programma F-35: fare altrimenti vorrebbe dire girarsi dall'altra parte difronte agli occhi smarriti degli studenti, dei disoccupati, dei cassaintegrati, dei precari, dei padri di famiglia che non arrivano a fine mese e attendono risposte dalla politica. Questa - conclude Zan - non è retorica e non è demagogia, ma è una risposta reale alla crisi del Paese».

NCD, NO AL PACIFISMO EMOTIVO - Il capogruppo in commissione Affari Esteri alla Camera e vice presidente della delegazione italiana alla Nato, Paolo Alli, afferma che «la sicurezza nazionale non può essere dettata da un pacifismo emotivo, dalle ideologie e dalla demagogia. Dobbiamo difendere e tenere in sicurezza i cittadini, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti internazionali, dall'Ucraina alle minacce dell'Isis rivolte in particolare contro Roma e l'Italia come simbolo della cristianità. Non è il momento di abbassare la guardia». Alli aggiunge poi: «La nostra Costituzione da un lato richiama alla natura pacifica dell'Italia e al tempo stesso - continua - impegna tutti a difendere la patria e i suoi confini. Il programma F35, peraltro già ridotto nel 2012, è stato approntato proprio per questo scopo. Del resto, si tratta di ammodernare una flotta che è ai limiti dell'inefficienza e composta da aerei ormai superati». Per concludere Alli afferma: «Tra breve tempo avremo le risultanze del Libro Bianco della difesa. Sarà quello il momento in cui, valutando i dati e le conclusioni da esso fornite, le condizioni economiche del Paese e le possibilità consentite dal bilancio, il Governo potrà stabilire come operare rispetto al programma F-35».