31 maggio 2020
Aggiornato 07:00
In vista della legge di stabilità

La spending di Renzi: «Scelte politiche, non tecniche»

Per il Premier lunga riunione con il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il commissario alla revisione della spesa Carlo Cottarelli per individuare il metodo da seguire, poi mercoledì gli incontri con i singoli ministri per studiare insieme dove tagliare. L'obiettivo confermato anche da Cottarelli è di 20 miliardi di risparmi.

ROMA - Matteo Renzi stringe sulla spending review, in vista della Legge di Stabilità che dovrà essere presentata alle Camere entro metà ottobre. Oggi una lunga riunione con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il commissario alla revisione della spesa Carlo Cottarelli per individuare il metodo da seguire, poi mercoledì gli incontri con i singoli ministri per studiare insieme dove tagliare. L'obiettivo confermato anche da Cottarelli è di 20 miliardi di risparmi: possibile, «visto che si parte da una base di spesa primaria di 700 miliardi». Da qui arriveranno gran parte delle coperture per la legge di Stabilità e per confermare il parametro del 3% senza ricorrere.

3% PER OGNI MINISTERO - Mercoledì dunque si inizierà ad entrare nel vivo della maxi sforbiciata al bilancio dello Stato: un lavoro, ha spiegato Renzi nei giorni scorsi, cui tutti i ministeri dovranno contribuire nella misura del 3% delle loro spese. Ma la differenza con i tagli lineari applicati dai vari governi negli ultimi anni, ha assicurato il premier, sarà che questa volta i ministri avranno qualche margine di manovra in più nell'individuazione delle voci da colpire. Un lavoro che appunto inizierà mercoledì (non domani come previsto) con i colloqui individuali tra la 'cabina di regia' di palazzo Chigi e i vari ministri.

COTTARELLI IN USCITA - Una riunione, quella nella sede del governo, che arriva nel giorno in cui tornano a farsi sentire le voci che vorrebbero Cottarelli in uscita per fare ritorno al Fondo monetario internazionale. Ma anche riunione, assicurano diverse fonti, assolutamente operativa e che dunque non dovrebbe far pensare ad abbandoni imminenti del commissario. Tanto più a pochi giorni dalla riunione dell'Ecofin in programma da giovedì e alla luce della strategia indicata dal premier: riforme in cambio di applicazione della flessibilità prevista dalle regole comunitarie. Resta il fatto che il premier continua a voler gestire in prima persona l'operazione («Sono scelte politiche, non tecniche», ha ripetuto più di una volta), affiancato dal suo consigliere economico Yoram Gutgeld che più volte è stato indicato come possibile successore di Cottarelli.

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