9 marzo 2021
Aggiornato 08:00
Riaggiornare il patto del Nazareno

Renzi-Berlusconi «reload»

L'incontro tra l'ex premier e Matteo Renzi si terrà in settimana, anche se nessuna delle due controparti ha ancora ufficializzato il quando. Di certo, il Cav tornerà a Roma oggi in tarda mattinata e poi a pranzo riunirà i fedelissimi e i due «mediatori»: oltre a Verdini anche Gianni Letta.

ROMA - Le tecnicalità della legge elettorale non sono il suo forte: di quelle si occupa Denis Verdini. Di certo, però, sarà Silvio Berlusconi a mettere il sigillo alla versione riaggiornata del patto del Nazareno. L'incontro tra l'ex premier e Matteo Renzi si terrà in settimana, anche se nessuna delle due controparti ha ancora ufficializzato il quando.

Di certo, il Cav tornerà a Roma oggi in tarda mattinata e poi a pranzo riunirà i fedelissimi e i due «mediatori»: oltre a Verdini anche Gianni Letta. Gli stessi, d'altra parte, che lo dovrebbero accompagnare nel colloquio a palazzo Chigi. La novità delle ultime ore, tuttavia, è che per la versione 2.0 dell'Italicum l'inserimento delle preferenze non sarebbe affatto così scontata come da boatos più recenti. A Berlusconi non sono mai piaciute più di tanto e d'altra parte anche nel Pd c'è un fronte ostile, capeggiato da Roberto Giachetti. Potrebbe dunque non bastare l'escamotage di «bloccare» solo i capilista lasciando che gli altri se la giochino. Ed è su questo punto che nelle ultime ore si sarebbe concentrato il lavoro «tecnico» di Verdini, mentre quello «diplomatico» lo avrebbe imbastito in Senato incontrando il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti.

D'altra parte il colloquio tra il Cav e Renzi servirà più che altro a (ri)suggellare un intesa politica: il premier ha nei giorni scorsi ribadito l'importanza di avere il leader di Forza Italia seduto al tavolo sulla legge elettorale e lui ha molto gradito questo riconoscimento pubblico. Ma c'è un altro tema che resta sullo sfondo e che domina le conversazioni nei capannelli di Montecitorio: ed è il tema del soccorso azzurro al governo.

Il timore è che a settembre scatti l'allarme rosso sui conti e che Matteo Renzi si trovi con una maggioranza non abbastanza forte da reggere l'urto. Berlusconi ha avuto modo di parlarne con più di un interlocutore negli ultimi giorni. Ed è vero che per uno come lui, abituato a decidere e fare, stare all'opposizione è una sofferenza. Ed è vero anche che resta intatta la simpatia verso l'attuale premier. Ma l'ipotesi che Forza Italia possa entrare al governo non esiste. E questo - viene spiegato - per almeno due ragioni: la prima è che il partito rischierebbe di implodere. La seconda, più importante per il Cav, è l'orientamento emerso da famiglia e aziende. La convinzione è che si navighi in acque più tranquille ora che Berlusconi si è collocato in una posizione più defilata e che, al momento, la scelta migliore sia quelle di scommettere su un successo del premier.

Proprio in virtù di questo ragionamento, non sarebbe campata in aria l'ipotesi di un «soccorso azzurro» sull'economia. Ed è anche di questo che Berlusconi e Renzi potrebbero discutere nel loro incontro di questa settimana.