15 settembre 2019
Aggiornato 19:30
Riforme Costituzionali

Si allungano i tempi per le riforme

La data fissata il 3 luglio per portare il ddl costituzionale in aula al Senato potrebbe infatti essere solo indicativa. In molti infatti a Palazzo Madama sono convinti che occorrerà più tempo per chiudere l'intesa politica e anche per concludere l'esame in commissione, considerando che il termine per i subemendamenti è stato spostato dalle 12 alle 18 di domani quando l'ufficio di presidenza dovrà

ROMA - Sulle riforme i tempi si allungano ancora. La data fissata il 3 luglio per portare il ddl costituzionale in aula al Senato potrebbe infatti essere solo indicativa. In molti infatti a Palazzo Madama sono convinti che occorrerà più tempo per chiudere l'intesa politica e anche per concludere l'esame in commissione, considerando che il termine per i subemendamenti è stato spostato dalle 12 alle 18 di domani quando l'ufficio di presidenza dovrà anche fissare il calendario dei lavori. Inoltre i relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, intendono presentare un emendamento ulteriore sull'immunità parlamentare dopo la polemica scoppiata per la estensione del privilegio al nuovo Senato. Una modifica che dovrebbe portare ad un giudizio terzo, da parte di una sezione speciale della Corte Costituzionale, sulla richiesta di arresto nei confronti di parlamentari, tutti quindi sia deputati che senatori.

Oggi intanto nella riunione della commissione Affari costituzionali i relatori hanno illustrato i venti emendamenti presentati la settimana scorsa. Ma c'è stato anche un nuovo incontro tra Fi e governo, con Denis Verdini e Paolo Romani da una parte e la ministra Maria Elena Boschi dall'altra. Un incontro «positivo» lo ha definito Romani, nel quale «abbiamo posto il problema del rispetto della proporzionalità della rappresentanza politica nel nuovo Senato. Mi sembra di aver colto una sensibilità positiva - ha spiegato Romani -, il governo valuterà le nostre proposte e ci darà una risposta». Per Forza Italia c'è anche un problema che riguarda «l'elezione del capo dello Stato, del Csm e della Consulta perché - ha spiegato Romani - se il Senato viene derubricato non può eleggere tre organismi di garanzia della Repubblica».

Sul tema dell'immunità è intervenuto anche il sottosegretario Luciano Pizzetti attaccando la «demagogia» di tanti esponenti politici che oggi si mostrano contrari ma che in realtà volevano che la prerogativa parlamentare restasse in vigore: «se vale deve valere per tutti oppure per nessuno, e allora, se si vuole togliere del tutto l'immunità, che è una questione delicata e che tocca temi sensibili, vuol dire che hanno ragione i cinquestelle. Lo so che difendere l'immunità è impopolare ma chi governa non deve solo lisciare il pelo». Pizzetti ricorda anche che «è prevista in tutti i parlamenti», e «non serve a tutelare un singolo ma l'istituzione» inoltre «con gli emendamenti dei relatori il Senato è potenziato, ha funzioni rafforzate per questo si propone di mantenere il testo vigente in Costituzione che riguarda l'autorizzazione all'arresto. Non si deve confondere l'impunità con l'immunità, se il parlamentare è preso in flagranza viene arrestato comunque, negli altri casi viene sottratto ai forconi».

Pizzetti si dice favorevole, anche se solo «a titolo personale», all'ipotesi che i parlamentari vengano valutati da una sezione della Corte costituzionale: «Un soggetto terzo può essere una garanzia ancora maggiore». Questo sarà il progetto contenuto in un nuovo emendamento dei relatori: «Non si può affidare ad una maggioranza politica il destino di un parlamentare, meglio rivolgersi a un giudice terzo», ha osservato Calderoli che a proposito del timing imposto dal presidente del Consiglio ha obiettato: «Anche se Renzi a Bruxelles potrà dire che le riforme sono in calendario dal 3 luglio noi non andremo in Aula prima della seconda metà di luglio, nessuno ha mai pensato che i tempi potessero essere più rapidi di così. Io credo che il testo verrà esaminato in commissione fino al 15 luglio e poi andrà in Aula».

Infine oggi sarà la giornata dell'incontro tra M5S e il Pd, funestata da un durissimo attacco dei gruppi parlamentari sul blog di Beppe Grillo contro la riforma del Senato definita «una porcata» e agli insulti sessisti sulla pagina Facebook di Grillo contro la Boschi. Il colloquio comunque si terrà a Montecitorio e sarà in streaming. Ma all'ordine del giorno ci sarà la legge elettorale.