31 maggio 2020
Aggiornato 07:00
Difesa

Cottarelli: nel 2013 l'Italia ha speso 18,5 miliardi per la Difesa

Il commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica durante un'audizione in commissione Difesa di Camera e Senato ha spiegato che le spese militari corrispondono al 1,1-1,5% del Pil. Il dato però è «depurato» da una serie di voci per consentirne il confronto con gli altri Paesi europei

ROMA - L'Italia nel 2013 ha speso per la Difesa circa 18,5 miliardi, ossia 1,1-1,15 per cento del Pil, ha riferito il commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli. Cottarelli ha precisato, durante un'audizione in commissione Difesa di Camera e Senato, che il dato è «depurato» da una serie di voci per consentirne il confronto con gli altri Paesi europei. Nell'effettuare il confronto con gli altri Paesi, ha spiegato Cottarelli, devono tenersi «in considerazione» alcuni fattori. «Non è sufficiente - ha detto - prendere la spesa del ministero della Difesa perché ci sono parti anche nel bilancio del Mise per gli armamenti, e nel bilancio del Mef per le missioni di pace». Inoltre, «occorre sottrarre l'arma dei carabinieri che rientra nell'ordine pubblico».

LA SPESA PER PENSIONI - Dal 2007, ha sottolineato, c'è stata una «maggiore pressione sui conti pubblici ed è cresciuto l'interesse per le aree di risparmio e la spesa relativa alla funzione difesa è stata scrutinata da vicino da diversi Paesi». Cottarelli ha precisato che per l'Italia ci sono alcuni «vincoli economico-finanziari» di cui tenere conto: la spesa per interessi che è di due punti e mezzo di Pil superiore ad altri Paesi, il che comprime la spesa primaria; l'elevato livello del debito pubblico che ha come conseguenza l'obbligo per il deficit nel medio periodo di essere essere «più stringente»; una spesa per le pensioni «difficilmente comprimibile».
«Le scelte sull'effettiva composizione della spesa e quindi sui risparmi sono puramente di natura politica, il mio ruolo è solo di proporre, le decisioni vengono prese dalla politica», ha concluso il commissario straordinario per la revisione della spesa.

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