27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Governo

Casini ammicca a Renzi

Il leader dell'Udc: «Una cosa deve essere chiara a coloro che in Parlamento voteranno o non voteranno la fiducia: non c`è un tempo supplementare, la legislatura finisce con questo governo. Più lavoriamo per togliergli ossigeno, più avviciniamo la scadenza elettorale»

ROMA - «Una cosa deve essere chiara a coloro che in Parlamento voteranno o non voteranno la fiducia a Renzi: non c'è un tempo supplementare, la legislatura finisce con il governo Renzi. Più lavoriamo per togliergli ossigeno, più avviciniamo la scadenza elettorale», ha detto Pierferdinando Casini intervenendo ad Agorà, su Rai3.

RENZI E' ULTIMA OCCASIONE - «Non so se è Renzi l'antidoto ai 5 Stelle, - ha precisato Casini - il punto vero è che non possiamo più perdere tempo. Renzi è l'ultima occasione e ha fatto un discorso inconsueto: ha voluto cambiare spartito, segnando una discontinuità rispetto alle metodologie del passato. Da un presidente del Consiglio segretario del Pd non mi aspettavo discorso migliore: non ho ritrovato un solo luogo comune della sinistra. Non ho trovato la solita retorica melensa e per me questo è un fatto importante. Il giudizio di merito, poi, lo si darà coi fatti nei prossimi mesi».

FARE RIFORME CON TUTTI - Casini ha poi parlato del Cavaliere: «Perché Renzi ha incontrato Berlusconi? Perché si è preso Belzebù nella sede del Pd? Renzi ha dato un messaggio al suo popolo e ha spiegato che la sinistra da ora in avanti vince se ha una politica, non se ha un nemico. E ha spiegato che con questo nemico, poiché non c'è altra strada, fa anche le riforme istituzionali assieme. E noi, che siamo nel reticolato del Partito popolare europeo, siamo così avvinti dal complesso di inferiorità verso Berlusconi che evocare il Ppe significa voler andare con Berlusconi».

VOGLIO DISEGNARE L ELETTORALE - «Davanti a questa legge elettorale e a Grillo al 25 percento, - ha precisato Casini - coloro che si sono presentati in una lista di centro hanno due strade: mettersi a capeggiare la rivolta dei piccoli contro questa riforma elettorale, oppure accettare di giocare sul terreno che ci designerà questa legge elettorale. Io ho scelto la seconda strada. Credo che la sfida sia quella di contrapporre i socialisti e i Popolari europei».