31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Stamina Foundation

Vannoni vuole mettere i suoi esperti nel comitato del ministero e annuncia richieste di risarcimento

Il presidente di Stamina: «Dei quattro enti che dovrebbero vigilare sulla salute degli italiani, due sono stati giudicati dal Tar di parte, non intellettualmente onesti, sbugiardati pubblicamente perché hanno cercato di boicottare un metodo che migliaia di persone stanno attendendo. C'è bisogno di giustizia»

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ROMA - Il giorno dopo la sentenza del Tar che ha accolto il suo ricorso, il presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni ha spiegato: «Si dovrà partire con un nuovo comitato scientifico (al ministero della Salute, ndr), dopo che il Tar ha sospeso la bocciatura degli esperti. Il problema, in realtà, è che c'è l'altra faccia della medaglia di questa sentenza che non è stata messa in luce: dei quattro enti che dovrebbero vigilare sulla salute degli italiani, due di loro in particolare sono stati giudicati dal Tar di parte, non intellettualmente onesti, sbugiardati pubblicamente perché hanno cercato di boicottare un metodo che migliaia di persone stanno attendendo. C'è bisogno di giustizia».

ORA NUOVO COMITATO - Vannoni ha proseguito: «Ora verranno individuati altri esperti e spero che anche noi avremmo magari voce in capitolo. Penso per esempio a Camillo Ricordi. Mi sentirei tutelato dalla sua presenza: non è mai stato favorevole al metodo Stamina, ma aperto alla ricerca. Ma è possibile che in Italia vengono commissariati gli scienziati da esperti stranieri? Perché non ci sono in Italia esperti onesti? Continuiamo a fare figuracce».

A BRESCIA CURIAMO - «Ricordiamo che in Italia c'è una legge, quella delle cure compassionevoli, che ci permette di curare a Brescia, ma ci sono delle liste lunghissime e bloccate: chi ci rimette sono solo i malati», ha concluso Vannoni.

ORA RISARCIMENTO DEI DANNI - Ieri sera, ad Effetto notte di Radio 24, il presidente dei Stamina aveva detto: «La sentenza del Tar del Lazio sul metodo Stamina apre anche tutta una serie di richieste di risarcimento danni da parte dei pazienti che avevano perso i ricorsi, chiedendo le cure compassionevoli presso i tribunali, proprio a causa del giudizio negativo del comitato scientifico che aveva parlato di pericolosità del metodo Stamina». Secondo Vannoni: «Si tratta di una sentenza che mi ha colpito molto favorevolmente perché ha rimesso un po' in quadro alcune delle affermazioni troppo affrettate che aveva fatto questo comitato scientifico indicandone anche la non imparzialità».

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