14 luglio 2020
Aggiornato 02:30
Il caso

Stamina, appello degli Spedali Civili: «Pazienti non vengano»

Con una nota pubblicata sulla homepage del nosocomio, l`Azienda Ospedaliera «ritiene doveroso informare che il 5 maggio la somministrazione del 'trattamento Stamina' non potrà riprendere».

BRESCIA - Gli Spedali Civili di Brescia annunciano che il trattamento con il metodo Stamina non riprenderà e invitano i pazienti e familiari a non presentarsi il 5 maggio in ospedale: non ci saranno infatti né la biologa di Stamina né medici disponibili a eseguire il trattamento.

Con una nota pubblicata sulla homepage del nosocomio, l'Azienda Ospedaliera «ritiene doveroso informare che il 5 maggio la somministrazione del 'trattamento Stamina' non potrà riprendere».
L'azienda spiega le principali ragioni per cui il trattamento non potrà essere ripreso: l'assenza dell'unica biologa di Stamina, che non ha risposta neanche alle mail delal direzione, e l'assenza di medici del nosocomio che intendano eseguire le infusioni.

L'azienda infatti ricorda la presa di posizione dei medici del nosocomio che collaboravano con Stamina di sospendere il trattamento «in attesa che la stessa nuova Commissione Governativa dia una risposta esauriente alle molteplici questioni tuttora aperte riguardo tale metodica»; e la stessa azienda ospedaliera sottolinea di non aver ritenuto di dover e poter prendere «ordini di servizio» nei confronti di tali medici, mentre nessun altro medico degli Spedali ha accettato di proseguire il trattamento.

In particolare gli Spedali Civili di Brescia spiegano perché il 5 maggio non sarà ripreso il trattamento con il metodo Stamina: «In tale data non è assicurata la presenza della dottoressa Molino, biologa di Stamina, da tutti (Stamina, pazienti e famigliari, medici) ritenuta l'unica in grado di preparare il materiale da infondere con garanzie di sicurezza per i pazienti». E così si dà conto dell'assenza: «Con e-mail del 18 aprile 2014 il professor Vannoni ha comunicato all'Azienda che 'la dott.ssa Erica Molino potrà riprendere servizio presumibilmente il giorno 5 maggio 2014'». A seguito di questa mail, «l'Azienda ha invitato per ben due volte (con note del 24 e del 29 aprile 2014) la dottoressa Molino 'a comunicare personalmente e per iscritto alla scrivente Azienda se intenda assicurare la propria disponibilità a riprendere, a partire dal 5 maggio 2014, le operazioni necessarie per la somministrazione del c.d. trattamento Stamina', avvisandola che in mancanza di una sua impegnativa risposta entro le ore 20 del 29 aprile 'la scrivente Azienda riterrà che Lei non intende riprendere la propria attività'». E «nessuna risposta è pervenuta da parte della dottoressa Molino nel termine assegnato, mentre «il professor Vannoni, con e-mail del 29 aprile 2014, si è limitato a contestare il fatto che l'Azienda si fosse rivolta direttamente alla dottoressa Molino e a confermare genericamente 'la disponibilità del nostro personale a presenziare presso i vs laboratori il giorno 05/05/2014'».

Il secondo motivo dello stop a Stamina riguarda il personale degli Spedali Civili: nessun medico vuole più collaborare. «Come noto, in quanto dall'Azienda comunicato agli interessati, nonché rappresentato nelle sedi istituzionali, i clinici dell'Azienda Ospedaliera finora coinvolti nelle attività correlate alla somministrazione del trattamento Stamina' 'avendo appreso che il ministro della Sanità ha recentemente firmato il decreto di nomina dei componenti del Comitato Scientifico per la valutazione del metodo definito Stamina', all'inizio di aprile - ricorda l'ospedale - hanno comunicato all'Azienda di ritenere 'opportuno e doveroso sospendere la nostra collaborazione nel trattamento relativo a tale metodo, rimanendo in attesa che la stessa nuova Commissione Governativa dia una risposta esauriente alle molteplici questioni tuttora aperte riguardo tale metodica'». E «tale decisione, adottata in scienza e coscienza e come tale espressione di autonomia professionale, è tuttora mantenuta ferma».

A fronte di questa posizione «ancorché ripetutamente sollecitata a farlo, l'Azienda non ritiene di dovere né di potere adottare ordini di servizio nei confronti dei medici predetti, ai quali ha finora trasmesso (e continuerà a trasmettere) i provvedimenti dei Tribunali che ordinano la somministrazione del trattamento Stamina, provvedimenti la cui efficacia non necessita di integrazioni da parte dell'Azienda».
Inoltre, «per non esporsi a possibili e già preannunciate azioni strumentali volte a configurare responsabilità dell'Azienda, degli organi e operatori della stessa, in relazione alla riportata decisione dei medici», l'Azienda «ha avuto cura di verificare, tramite i Direttori di Dipartimento e di Presidio, se vi siano al proprio interno altri operatori disponibili a porre in essere le attività necessarie alla somministrazione del c.d.
trtrattamento Stamina»
. Ma «l'esito della verifica è stato negativo» e «in nessun caso l'Azienda potrà consentire ad operatori non appartenenti al Ssn di accedere alle proprie strutture e di procedere alla somministrazione del trattamento Stamina, non contemplando l'ordine dei Giudici tale soluzione. Ne consegue che la presenza di tali operatori e l'eventuale Loro attività deve ritenersi priva di qualsiasi legittimità».

In conclusione «considerato pertanto che, allo stato, per le ragioni esposte non è possibile procedere alla ripresa del trattamento, i pazienti interessati sono stati invitati a non presentarsi presso l'Azienda Ospedaliera il prossimo 5 maggio».p>