19 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Popolo della Libertà

Cicchitto scrive a Berlusconi: «Rischio che il Pdl diventi prigioniero dei falchi»

Il Deputato fra i lealisti al governo Letta spiega: «Il centrodestra è azzoppato, senza un candidato forte, con l'ex premier impedito, con Alfano attaccato ogni giorno, con Marina in odor di successione familiare e con poco tempo a disposizione per esser lanciata»

ROMA - Fabrizio Cicchitto ha scritto una lettera aperta a Silvio Berlusconi, pubblicata dal Corriere della Sera, perché «reputo la situazione gravissima». Cicchitto ha spiegato all'ex premier che il partito ha bisogno di lui, ma che lui, e il partito con lui, «rischi di diventare prigioniero dei falchi su una linea del tutto sbagliata».

A OGGI SENZA LEADER - Il deputato ha illustrato quali sarebbero gli effetti disastrosi di una crisi del governo di larghe intese: «Se vi fossero elezioni pressoché immediate, il Popolo della libertà (Pdl)-Forza Italia (Fi) regalerebbe al Partito democratico (Pd) la vittoria su un piatto d'argento: il centrodestra le affronterebbe azzoppato, senza un candidato forte, con Berlusconi impedito, con Alfano attaccato ogni giorno dai falchi, con Marina in odor di successione familiare e con poco tempo a disposizione per esser lanciata».

RISCHIO GOVERNO DI SCOPO - Ma essendo le elezioni anticipate improbabili, si sta rischiando «un governo di scopo, senza di noi e contro di noi, che dovrebbe fare una nuova legge elettorale. Se tutto ciò non dovesse riuscire, il presidente Napolitano ha già detto che si dimetterebbe. Ci assumeremmo insomma la responsabilità di una crisi di sistema, pur non essendone noi i principali colpevoli».

BATTAGLIA SU GIUSTIZIA IN PARLAMENTO - Se poi la crisi avvenisse non rispetto alla legge di stabilità ma alla decadenza di Berlusconi al Senato, Cicchitto ha osservato che il presidente del Pdl avrebbe dovuto già aspettarselo: «Ti voglio ricordare che quando hai giustamente preso l'iniziativa di dar vita a questo governo con un Pd allora guidato da Bersani, non ti facevi certo alcuna illusione sul fatto che il Pd avrebbe cessato di essere giustizialista e anti-berlusconiano. La battaglia frontale contro l'uso politico della giustizia particolarmente concentrato nei tuoi confronti dobbiamo farla noi del Pdl-Fi in Parlamento e nel Paese, ma i rapporti di forza impediscono che essa abbia oggi uno sbocco a livello di governo».

ALFANO È LEALE - Infine, un elogio di Angelino Alfano: «Nella difficile posizione in cui siamo per il bombardamento giudiziario contro di te, per le sue doti e la lealtà verso di te, per le sue potenzialità politiche, una figura come Alfano se già non ci fosse, dovresti inventarla».

ANTICIPARE CONSIGLIO NAZIONALE E' ROTTURA - In una intervista a Repubblica poi, Cicchitto ha parlato della convocazione anticipata del consiglio nazionale (a sabato 16 novembre, ndr) del Pdl «una mossa azzardata, improvvida, ha una chiara volontà di rottura».

FINO A OGGI TUTTO BENE, MA... - «Prima della convocazione del consiglio nazionale non c'era né una rottura né una intesa, ha spiegato. Invece il rovesciamento di questi termini rischia di mettere in moto un meccanismo dirompente che o è stato programmato in anticipo per una rottura freddamente perseguita, oppure può sfuggire di mano a chi continua a sottovalutare la gravità della situazione e anche la serietà politica di chi il 2 ottobre si è assunto precise responsabilità. Non c'è dubbio che, chi gioca al tanto peggio tanto meglio, farà di tutto per caricare questo appuntamento di ulteriori risvolti polemici e di contenuti politici negativi».

NON ACCETTIAMO INTIMIDAZIONI - «Nessuno – ha osservato Cicchitto - può pensare di intimidire chi il 2 ottobre scorso, votando la fiducia al governo Letta, ha già compiuto una scelta di per sé coraggiosa, si è caricato sulle spalle la responsabilità della governabilità e di un'impostazione equilibrata e non estremizzata del centrodestra. Se qualcuno pensa con questa convocazione di metterci in riga commette un grave errore di valutazione. Peraltro errori di questo tipo sono già stati commessi in passato, anche il 2 ottobre, quando qualcuno di questi 'consiglieri dell'Apocalisse' sottovalutò lo spazio politico e anche i numeri di chi contestava le avventure».