19 gennaio 2020
Aggiornato 17:00
La crisi dei debiti sovrani

Saccomanni: «Ora più liberi di investire»

Il Ministro dell'Economia: «Con l'uscita dell'Italia dalla procedura UE per disavanzo eccessivo l'Italia sarà controllata meno strettamente da Bruxelles e avrà più libertà nelle sue politiche di investimento»

LUSSEMBURGO - Con l'uscita dell'Italia dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo, proposta dalla Commissione europea il 29 maggio scorso e approvata oggi dai ministri finanziari dei Ventisette, l'Italia sarà controllata meno strettamente da Bruxelles e avrà più libertà nelle sue politiche di investimento. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, parlando con la stampa a margine del Consiglio Ecofin in corso oggi a Lussemburgo.

«La nuova fase che si apre oggi - ha osservato - significa, intanto, non avere più un monitoraggio molto serrato delle nostre politiche» com'era accaduto finora, quando eravamo nella 'fase correttiva' del Patto di stabilità, avendo un deficit superiore al 3% del Pil. Questo vuol dire «un maggiore grado di libertà e la possibilità di dare maggiore attenzione agli investimenti per promuovere riforme di tipo strutturale», ha aggiunto il ministro.

Quanto alla polemica da alcuni sollevata sull'opportunità che l'Italia segua l'esempio di altri paesi come Spagna e Francia, tornando a 'sforare' la soglia del 3% per il rapporto deficit/Pil, in modo da avere più risorse per la crescita, Saccomanni ha sottolineato che per quei Paesi «le raccomandazioni dell'Ue sono molto più severe di quelle chieste a noi: per esempio - ha notato - si chiede loro di fare riforme delle pensioni e allungamento dell'età pensionabile; gli altri devono ancora fare - ha concluso Saccomanni - che noi abbiamo già fatto».