4 dicembre 2020
Aggiornato 17:30
Politica estera | Crisi marò

«Il rientro in India dei due fucilieri italiani sarebbe contro la Costituzione»

E' quanto si legge nel comunicato del governo italiano, diffuso oggi dalla Farnesina. Roma: «Crediamo ancora in una soluzione amichevole della questione»

ROMA - Il rientro in India dei due fucilieri italiani, accusati di aver ucciso due pescatori, «sarebbe stato in contrasto con le nostre norme costituzionali». E' quanto si legge nel comunicato del governo italiano, diffuso oggi dalla Farnesina.

IL COMUNICATO - «La nostra richiesta alle Autorità indiane di avviare consultazioni ex art. 100 e art. 283 della Convenzione sul Diritto del Mare (UNCLOS) non ha sinora ricevuto riscontro - si ricorda nella nota - tale percorso era stato indicato dalla stessa sentenza della Corte Suprema indiana del 18 gennaio e più volte in passato proposto dall'Italia. Diniego indiano abbiamo altresì registrato, nella medesima occasione, all'ulteriore nostra proposta di consultazioni tra esperti giuridici».
«Tale posizione da parte dell'India - si spiega nel comunicato - ha con nostra sorpresa e rammarico modificato lo scenario e i presupposti sulla base dei quali era stato rilasciato l'affidavit. Nelle mutate condizioni il rientro in India dei Fucilieri sarebbe stato in contrasto con le nostre norme costituzionali (rispetto del giudice naturale precostituito per legge, divieto di estradizione dei propri cittadini, art. 25, 26 e 111 della Costituzione). Le nostre tempestive richieste di rogatoria per consentire i procedimenti penali aperti in Italia rimangono tuttora prive di riscontro».
«Per questi motivi - si aggiunge - il Governo italiano è giunto alla determinazione, dopo essersi a lungo impegnato per una soluzione amichevole della questione, nella quale tuttora crediamo convintamente, di formalizzare l'11 marzo l'apertura di una controversia internazionale».