12 luglio 2020
Aggiornato 08:00
Intervista a «L'Espresso»

Renzi e il Sindaco d'Italia

Il Sindaco di Firenze intenzionato a provarci: «Sarà una legislatura breve. Ma spero possa almeno fare una riforma elettorale perché i cittadini scelgano il prossimo Sindaco d'Italia. E se ci saranno le condizioni, mi candiderò»

ROMA - «Sarà una legislatura breve. Ma spero possa almeno fare una riforma elettorale perché i cittadini scelgano il prossimo Sindaco d'Italia. E se ci saranno le condizioni, mi candiderò». Insomma sostegno a Bersani, ma se il suo tentativo di formare un governo dovesse fallire, Matteo Renzi è pronto a candidarsi per la premiership in caso di nuove elezioni.
Lo dice il sindaco di Firenze in una intervista a «l'Espresso» in edicola venerdì, in cui spiega tra l'altro che sta preparando un «Job act», un innovativo piano per il lavoro, da presentare a breve.

SE CI SARANNO LE CONDIZIONI MI CANDIDERÒ PREMIER - Rispondendo a proposito del futuro governo Renzi ha detto: «Non mi sostituisco al capo dello Stato. Credo che sarà una legislatura breve, mi auguro che almeno si riesca a scrivere una buona legge elettorale. Il mio modello è il sindaco d'Italia. Solo da noi il vincitore è oggetto di interpretazione: se alla Sistina si votasse con il Porcellum sarebbero eletti in quattro. E ora a venti giorni dal voto stiamo per infilarci nel rito nobile delle consultazioni. Ci mettono meno a fare il papa che il presidente della Camera!».
Se alla fine salta tutto e si va alle elezioni Renzi si candida a premier o no? «Pensavo di sì. Da quando ho letto che anche Fioroni mi appoggerebbe mi è venuto qualche dubbio...», ha aggiunto ironizzando il sindaco di Firenze. «Mettiamola così: se ci fossero le condizioni ci starei. Nonostante Fioroni. E senza Fioroni».

OLIVERO: PUNTI BERSANI INSUFFICIENTI - Gli 8 punti programmatici indicati da Pierluigi Bersani «anche se dice che sono rivolti a tutti sembrano indirizzati più che altro verso il MoVimento 5 Stelle. Per noi mancano dei punti, e soprattutto pensiamo che non sia chiaro l'impianto europeo e riformista». E' il giudizio di Andrea Olivero, coordinatore politico di Scelta Civica, all'uscita dall'incontro con gli emissari Pd sulla nomina dei Presidenti delle Camere. L'auspicio di Olivero è che comunque «siamo all'avvio di un percorso, vediamo se saranno integrati».