27 novembre 2021
Aggiornato 09:00
L'ora di Draghi

Un Governo tecnico-politico di «salvezza nazionale»

Sembra questa la via intrapresa da Mario Draghi nel suo tentativo di dar vita a un nuovo esecutivo. O almeno questa appare la linea preferita dai partiti al termine del primo giorno di consultazioni

Il Premier incaricato, Mario Draghi
Il Premier incaricato, Mario Draghi ANSA

Un governo tecnico-politico di «salvezza nazionale». Sembra questa la via intrapresa da Mario Draghi nel suo tentativo di dar vita a un nuovo esecutivo. O almeno questa appare la linea preferita dai partiti al termine del primo giorno di consultazioni del premier incaricato.

Nella Sala della Lupa nel pomeriggio sono sfilate le delegazioni dei partiti «minori», dal Maie al Centro democratico, da Azione e +Europa alle formazioni di centrodestra di Cambiamo!, Idea e Nci. A tutti l'ex numero uno della Bce ha brevemente esposto le sue priorità, le vaccinazioni ma anche la crisi economica e sociale, raccogliendo gli spunti dei partiti e prendendo appunti. «Un primo giro a cui ne seguirà un secondo», almeno secondo quanto riferito da Maurizio Lupi. Ma intanto oggi ha incassato un appoggio sostanzialmente unanime.

Le novità principali per Draghi e la giornata politica sono però accadute fuori da Montecitorio. In primo luogo nella piazza accanto, dove poco prima delle 14 il premier uscente Giuseppe Conte è uscito per una breve dichiarazione ai giornalisti (costretti all'assembramento). «Ho sempre lavorato e continuerò a lavorare per il bene del Paese e perchè si possa formare un nuovo governo», ha garantito, sottolineando di non voler essere di «ostacolo» al lavoro di Draghi, con cui ieri ha avuto un colloquio «franco e aperto». Il nuovo esecutivo dovrà essere «politico», «solido» e con «sufficiente coesione». Ma lui, ha poi aggiunto, non uscirà di scena. «Io ci sono e ci sarò», ha assicurato al M5s, invitando Pd e Leu ad andare avanti sul percorso di una stabile alleanza politica. L'intervento di Conte, che sarebbe stato concordato anche con Beppe Grillo, potrebbe sbloccare le incertezze di un Movimento dilaniato al suo interno, a cui Luigi Di Maio chiede di essere «maturo», ma che sull'appoggio a Draghi potrebbe spaccarsi.

Scontato il via libera di Italia viva ("L'Italia finalmente fa un salto di qualità», scrive Matteo Renzi nella sua e-news), al presidente incaricato arriva senza dubbio anche l'appoggio del Partito democratico, che oggi ha riunito la direzione. E' una figura di «assoluta forza e valore» e il Pd è pronto a dare il proprio «contributo», ha detto Nicola Zingaretti, che poi ha cercato di convincere tutte le forze che hanno «votato l'ultima fiducia al presidente Conte e a Conte stesso» a sostenere il premier in pectore, che può portare l'Italia fuori dal «caos». Resta però ancora incerta, invece, la posizione di Leu, che comunque plaude all'uscita di Conte.

C'è poi il capitolo centrodestra, che alle consultazioni andrà diviso. «La scelta del Presidente della Repubblica di conferire a Mario Draghi l'incarico di formare il nuovo governo va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l'unità sostanziale delle migliori energie del Paese», ha detto Silvio Berlusconi, anticipando l'appoggio della delegazione di Forza Italia che domani guiderà personalmente. No secco da Fdi, mentre nella Lega si confrontano due anime.

«In base alle risposte che avremo liberamente e serenamente faremo le nostre scelte», ha detto Matteo Salvini, mettendo però un pesante paletto: «Draghi dovrà scegliere tra Grillo e la Lega». Nel Carroccio, però, c'è anche la linea del numero 2 Giancarlo Giorgetti, che vede nel governo un'occasione da cui non si può star fuori. Per lui Draghi è un «fuoriclasse» come «Ronaldo e quindi non deve stare in panchina». Quale impostazione alla fine prevarrà sarà da vedere e sarà sicuramente rilevante per garantire una base parlamentare ampia, come quella auspicata da Sergio Mattarella, che oggi ha seguito dal Colle, con «moderato ottimismo» l'evolversi della situazione.

Domani Draghi tornerà alla Camera per la seconda giornata di consultazioni, che si chiuderanno sabato con Lega e M5s. Poi, con ogni probabilità, si prenderà qualche ora di riflessione prima di una nuova serie di confronti per i partiti. Se questo timing sarà confermato, il nuovo governo potrebbe essere pronto a partire a metà della prossima settimana.

(con fonte Askanews)