15 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Centrosinistra | Elezioni Politiche 2013

Ingroia non esclude patto di desistenza col PD

Quasi fatte le liste di Rivoluzione civile, il cartello elettorale di sinistra guidato dall'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. In una lunga riunione che non si è ancora conclusa. Quattro posti sicuri a Idv, tre ciascuno Prc-Pdci, due ai Verdi

ROMA - Quasi fatte le liste di Rivoluzione civile, il cartello elettorale di sinistra guidato dall'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. In una lunga riunione che non si è ancora conclusa, il candidato premier ha ottenuto il via libera dei partiti che lo sostengono (Idv, Prc, Pdci e Verdi) allo schema per le candidature in testa di lista. Si discute ancora, invece, dei nomi di rincalzo.

Resta aperta la questione della desistenza, cioè della possibilità che il polo dell'ex pm rinunci a presentare le liste per il Senato in alcune regioni in bilico (Lombardia, Sicilia, Campania), per favorire la conquista della maggioranza da parte del Pd e del centrosinistra in entrambe le Camere. Oggi Dario Franceschini lo ha chiesto pubblicamente in una intervista, ma ha negato di aver cercato un accordo: si tratterebbe in sostanza di un disarmo unilaterale che la Lista Ingroia dovrebbe fare. Un argomento irricevibile per la coalizione di sinistra, che punta ad ottenere un riconoscimento politico della eventuale rinuncia, e forse qualche candidatura garantita al Senato per personalità indicate da Ingroia. La scelta comunque è tutta da discutere, e certamente se Ingroia dovesse tentare questo passo incontrerà l'ostacolo di Rifondazione, molto poco convinta di poter cedere terreno a chi fino a ieri ha sostenuto il Governo Monti.

Quanto alle liste, dopo il nome di Ingroia, presente in tutte le circoscrizioni, figureranno al numero due gli esponenti più in vista della società civile che hanno accettato di correre assieme al magistrato: ci sarà il giornalista Sandro Ruotolo, i militanti dell'associazionismo antimafioso Gabriella Stramaccioni e Franco La Torre, il pacifista Flavio Lotti e probabilmente l'astrofisica Margherita Hack. Tutti probabilmente candidati in più di una circoscrizione. I leader e i candidati di spicco dei partiti partiranno dal numero tre della lista: la spartizione dovrebbe prevedere quattro posti «buoni», se non «sicuri», per l'Idv, tre ciascuno per Rifondazione e il Pdci e un paio per i Verdi.