31 marzo 2020
Aggiornato 16:00
Medio Oriente

Terzi: Israele fermi gli insediamenti

«Forte sconcerto» per le «dichiarazioni agghiaccianti» del leader di Hamas Khaled Meshaal, al suo ritorno a Gaza durante il fine settimana. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Giulio Terzi al termine del Consiglio Ue, questa sera a Bruxelles

BRUXELLES - I ministri degli Esteri dei Ventisette, riuniti oggi al Consiglio Ue, hanno insistito sulla necessità di esercitare «ogni forma di pressione» su Israele affinché receda dal suo piano di costruire nuovi insediamenti di coloni nella zona E1 di Gerusalemme Est, ma hanno espresso anche «forte sconcerto» per le «dichiarazioni agghiaccianti» del leader di Hamas Khaled Meshaal, al suo ritorno a Gaza durante il fine settimana. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Giulio Terzi al termine del Consiglio Ue, questa sera a Bruxelles.

Durante la riunione «si è parlato degli insediamenti, della situazione conseguente al voto dell'Assemblea generale Onu (che ha conferito alla Autorità nazionale palestinese lo status di 'paese osservatore', ndr). La mia opinione - ha detto Terzi - è che oggi sia venuto il momento di dare un forte impulso alla riattivazione del dialogo fra Israele e Palestina».

Quanto alle divisioni emerse fra i paesi Ue sulla questione del voto Onu, secondo Terzi appartengono al passato. «Ora bisogna costruire, e dall'Assemblea generale in poi non le posizioni politiche espresse dagli europei sono state sempre unitarie», ha sottolineato il ministro. «La mia opinione, che mi pare condivisa, - ha proseguito il Ministro - è che bisogna fare ogni forma di pressione su Israele perché rinunci ai procedere ai nuovi insediamenti. Ma è necessaria - ha aggiunto - anche moderazione da parte dei dirigenti palestinesi: c'è forte sconcerto per la dichiarazioni agghiaccianti del leader di Hamas, che non solo non riconosce Israele, ma minaccia addirittura - ha concluso Terzi - occupazioni dirette del suo territorio, di Tel Aviv o Gerusalemme».

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