14 luglio 2024
Aggiornato 02:30
Tra i due leader sembra tornare il sereno

Bersani-Casini e il baratto legge elettorale - election-day

Pd e Udc hanno ripreso un filo di comunicazione, i due partiti sanno che difficilmente potranno fare a meno l'uno dell'altro nella prossima legislatura e non è un caso che questa mattina, all'assemblea della Cna, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini abbiano praticamente giocato di sponda su legge elettorale ed election-day

ROMA - Dopo i battibecchi dello scorso fine settimana, Pd e Udc hanno ripreso un filo di comunicazione, i due partiti sanno che difficilmente potranno fare a meno l'uno dell'altro nella prossima legislatura e non è un caso che questa mattina, all'assemblea della Cna, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini abbiano praticamente giocato di sponda su legge elettorale ed election-day. Il Parlamento è bloccato sulla riforma elettorale e la data delle elezioni sta addirittura mettendo a rischio il Governo, se vanno prese per buone le minacce del Pdl. Stamattina, però, sia Casini che Bersani hanno detto parole più dialoganti su entrambi i temi. In sostanza, i due, raccontano, sarebbero d'accordo su un'ipotesi di mediazione sulla quale adesso è il Pdl che deve dire la sua: non ci può essere un unico 'vincitore' di tutte le partite, si sciolga prima il nodo della legge elettorale e poi si può ragionare anche sull'election-day, magari a marzo.

CASINI: FARE LA LEGGE ELETTORALE NON E' IMPOSSIBILE - Parlando alla Cna, il leader Udc ha ribadito la sua preferenza per un 'accorpamento' di politiche e regionali per evitare «cinque mesi di campagna elettorale», ma ha aggiunto: «Tra votare ad aprile e votare alla fine di febbraio non cambia molto», mentre «cambierebbe solo che il paese sarebbe precedentemente messo in condizione di esprimere un governo e di superare una fase che obiettivamente è di incertezza». Il leader Udc è esplicito e lega la questione alla legge elettorale: «Fare la legge elettorale non è impossibile. Ritengo giusto che il partito di maggioranza relativa abbia un premio di governabilità, e non sarà certo la discussione tra l'8 e il 10% che può cambiare la questione. Penso sia giusto che quel partito abbia la possibilità di tessere intorno a se un sistema di alleanze, questo è una cosa civile, difficilmente contestabile». Un discorso che il leader Udc ha fatto anche a Bersani, spiegandogli che così il Pd uscirebbe dall'angolo in cui rischia di ritrovarsi, visto che se non si facesse la riforma è alta la possibilità che il Quirinale chieda comunque di inserire almeno la soglia per il premio, come suggerito dalla Consulta.