2 dicembre 2020
Aggiornato 19:00
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio annuncia novità

Ddl anticorruzione: Catricalà, avremo un commissario con poteri ispettivi effettivi

Il sottosegretario al Messaggero: «Il nuovo plenipotenziario sarà scelto dal Governo ed eletto dal Parlamento con la maggioranza qualificata e dovrà denunciare i casi di malaffare nell'amministrazione pubblica. Questo per non far gravare tutto sull'autorità giudiziaria». Durissimo Di Pietro: «La legge peggiora di ora in ora»

ROMA - Non è affatto concluso il tormentato iter del ddl anticorruzione: Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, annuncia novità in una intervista al Messaggero. «Cercheremo in Senato il consenso necessario e faremo alcune modifiche che riteniamo opportune», dice.
«Proporremo un vero e proprio commissario per l'anti-corruzione», spiega ma «senza creare nuove authority». Il nuovo plenipotenziario sarà «scelto dal Governo ed eletto dal Parlamento con la maggioranza qualificata» e «dovrà avere poteri ispettivi effettivi e denunciare i casi di malaffare nell'amministrazione pubblica. Questo per non far gravare tutto sull'autorità giudiziaria».
L'emendamento è già pronto, precisa Catricalà: «L'abbiamo elaborato e scritto Patroni Griffi ed io e tra poche ore lo consegneremo al ministro Severino».

Di Pietro: La legge peggiora di ora in ora - «Come nelle peggiori tradizioni dei governicchi e dei politicanti, la legge sulla corruzione peggiora di giorno in giorno, anzi di ora in ora». E' quanto ha scritto sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
«Ieri ancora la si poteva mandare giù, con un po' di sforzo, perché almeno era un segnale positivo. Domani, per un partito serio e che vuole davvero combattere la corruzione come il nostro, anche questo - ha sottolineato - potrebbe risultare impossibile. Una legge che non prevede l'autoriciclaggio, il ripristino del falso in bilancio e un intervento drastico sulla prescrizione parte già col piede sbagliato. Noi lo diciamo da anni: una legge così pretende di costruire una casa nuova e solida lasciando le fondamenta marce messe da chi quella casa, cioè l'edificio della giustizia, voleva abbatterla. E come si fa, signora ministro Severino?».
«Noi dell'Italia dei Valori abbiamo chiesto e proposto in tutti i modi - ha rimarcato Di Pietro - di inserire queste norme, ma nessuno ci ha dato retta, sennò Berlusconi si offendeva e magari faceva pure cadere il governo».

Vendola: Penati si dimetta, , indecente come Fiorito - Per Nichi Vendola, leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Filippo Penati come Franco Fiorito «raccontano una storia abbastanza indecente». Lo ha detto a Maria Latella su Sky Tg24. A suo parere l'ex vice presidente del Consiglio regionale lombardo e ex capo della segreteria politica di Pierluigi Brersani «deve liberare il suo seggio per andare davanti alla magistratura» e parlare nelle sedi opportune.