18 settembre 2019
Aggiornato 00:30

Monti, l'Europa e i «compiti a casa»

Il Premier Monti insiste nel chiedere un «riconoscimento da parte della Ue» ai «compiti a casa» svolti dai Paesi, per evitare che «persistano come gravi ostacoli degli spread che sarebbero privi di riferimento rispetto all'andamento economico sottostante»

ROMA - Mario Monti insiste nel chiedere un «riconoscimento da parte della Ue» ai «compiti a casa» svolti dai Paesi, per evitare che «persistano come gravi ostacoli degli spread che sarebbero privi di riferimento rispetto all'andamento economico sottostante».
Nella conferenza stampa congiunta con Francois Hollande al termine del colloquio a Villa Madama, il presidente del Consiglio ha sottolineato: «Guardiamo con particolare attenzione a ciò che in questi giorni viene messo a punto sulla stabilizzazione dei bond dell'eurozona, e siamo lieti di aver contribuito assieme a quello che credo sia un grosso passo», ovvero le decisioni del Consiglio Europeo di fine giugno. Ovvero «che è necessario fare i compiti a casa ma non è sufficiente: via via che un Paese realizza progressi, che ci sia un riconoscimento dalla parte della Ue di come funziona il mercato finanziario dell'Eurozona, affinché non persistano come gravi ostacoli degli spread che sarebbero privi di riferimento rispetto all'andamento economico sottostante».
Dunque, promette Monti, «con Hollande veglieremo nell'ambito delle istituzioni comunitarie affinchè venga completamente realizzato quanto deciso quella notte a Bruxelles».

Il Premier ai giornalisti: Usate meno spesso la parola «vertice» - I giornalisti usino con più parsimonia il termine 'vertice'. E' l'invito che il premier Mario Monti rivolge alla stampa durante la conferenza congiunta con Francois Hollande.
Rispondendo ad una domanda sull'utilità dei bilaterali, ha parlato anche dei «limiti» dei summit dei capi di Stato e di governo europei: «Anche il Consiglio europeo è un meccanismo al vertice - ha detto - ma con una quantità di limiti. Si trovano 27 signori e signore, normalmente tra le 17 e le 19 di sera, e ci si attende che entro la fine della serata ci siano delle conclusioni raggiunte e comunicate alla stampa. Meno male che c'è un po' di lavoro preparatorio...», ha aggiunto.
Ma poi il premier si è rivolto ai giornalisti italiani, chiedendo un utilizzo più parco del termine 'vertice': «In questo caso c'è qui il presidente della Repubblica francese, ma se io ho un incontro a Palazzo Chigi con il mio ministro dello Sviluppo Economico o del Lavoro poi pubblicate che c'è stato un vertice... diamo un peso alle parole».

Sinergia con Hollande, UE pronta a condividere - Con Francois Hollande c'è stata «da subito grande sinergia», ma anche il resto dell'Unione Europea «è pronta a condividere» e questo è di stimolo alle politiche che i singoli Stati portano avanti.
Fin dal primo incontro tra i due, ha detto Monti, «c'è stata grande sinergia sulla strada di una maggiore crescita non inflazionistica e non fondata sugli squilibri di finanza pubblica». Di conseguenza «è particolarmente facile la sintonia tra me e Hollande sull'articolazione dei suggerimenti al Consiglio europeo sulla stabilità».
In queste settimane, ha aggiunto il premier, «vediamo gli sviluppi operativi nelle diverse sedi, alla Commissione, alla Bce con la sua piena indipendenza, ai governi, un fervore di attività per dare piena attuazione ai dettati del Consiglio Ue del 28-29 giugno. Ognuno di noi è impegnato a condurre una politica economica e finanziaria che non è facile, ma lo facciamo vedendo che l'insieme della zona euro è pronta a condividere».