20 giugno 2019
Aggiornato 09:30
Commissione di Vigilanza sulla RAI

Rai, il Pdl a Fini: Non ci puoi dare lezioni

Il Pdl fa quadrato a difesa del comportamento del Presidente del Senato Renato Schifani sulla commissione di Vigilanza sulla Rai tornando a puntare il dito dopo qualche tempo contro il Presidente della Camera Gianfranco Fini, la voce più autorevole nella messa in mora di Schifani

ROMA - Il Pdl fa quadrato a difesa del comportamento del Presidente del Senato Renato Schifani sulla commissione di Vigilanza sulla Rai tornando a puntare il dito dopo qualche tempo contro il Presidente della Camera Gianfranco Fini, la voce più autorevole nella messa in mora di Schifani.

Capezzone: Nessuna lezione da Fini - «I toni, più ancora dei contenuti, degli attacchi rivolti contro il Presidente Schifani - ha denunciato in una dichiarazione il portavoce Pdl Daniele Capezzone - rivelano un retropensiero da campagna elettorale, e una faziosità che vorrebbe trascinare nella contesa tutto e tutti, e perfino le cariche super partes. Che poi una lezione di imparzialità venga rivolta da Gianfranco Fini dice tutto... A questa 'lezione' diciamo: 'No, grazie...»

Landolfi: Schifani «impeccabile» - «Il comportamento del presidente Schifani - fa eco l'ex presidente della Vigilanza Mario Landolfi - è impeccabile: non bisogna infatti dimenticare che è proprio la legge 103 del 1975, istitutiva della Commissione parlamentare di indirizzo e di vigilanza sulla Rai, a stabilire, e non casualmente all'art. 1, che ogni gruppo rappresentato almeno in un ramo del Parlamento abbia un proprio esponente nell'organismo bicamerale. Appaiono perciò pretestuose e prive di fondamento gli attacchi al presidente del Senato, che ha invece agito con encomiabile tempestività proprio per consentire la rapida elezione del CdA della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo».

Germanà: Fini «ipocrita» - «Il gioco dell'attacco alle Istituzioni - denuncia il deputato Pdl Nino Germanà - non conosce sosta, ma soprattutto non ha limite l'ipocrisia di tutti coloro che strumentalmente puntano il dito contro il Presidente Schifani, da sempre super partes e rispettoso del ruolo che ricopre. E' ancor più clamoroso e rasenta quasi il paradosso che le critiche provengano dal Presidente Fini, che, in totale spregio dell'obbligo di garantire la sua terzietà, ha anche fondato un suo partito e organizza Congressi in giro per l'Italia. Non può essere avanzato alcun dubbio circa la correttezza dell'intervento di Schifani che, nell'adempimento delle sue funzioni, ha risposto ad una richiesta formale avanzata da un gruppo del Senato e sono del tutto fuori luogo le dichiarazioni che appaiono più mistificazioni e artifici per sovvertire la realtà».