Cicchitto: Passera? Un avviso di garanzia non causa le dimissioni
Il Capogruppo del PDL: Lo diciamo per Passera, ma l'abbiamo già detto nel passato e lo diremo eventualmente per chiunque altro: un avviso di garanzia non può essere causa di dimissioni
ROMA - «Lo diciamo per Passera, ma l'abbiamo già detto nel passato e lo diremo eventualmente per chiunque altro: un avviso di garanzia non può essere causa di dimissioni». Lo afferma in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.
Il Pdl chiede un incontro al ministro Corrado Passera sul Dl sviluppo - «A parte una serie di scelte qualificanti riguardanti il mondo produttivo nel suo complesso sulle quali ci ripromettiamo di fare poche ma incisive proposte, intendiamo chiedere la Ministro Passera un incontro come PDL, gruppi e partito, la prossima settimana. Cogliamo occasione per ricordare che il Decreto Sviluppo dovrà contenere le sette richieste di modifica alla legge sul mercato del lavoro alle quali abbiamo condizionato la fiducia al Governo la scorsa settimana».
«E' necessario procedere alle riforme istituzionali portando a compimento anche un cambio di legge elettorale che consenta di colmare il vuoto tra eletto ed elettore, recuperando il valore pieno della rappresentanza. Sulla questione della Costituente, invece, ha ragione l'onorevole Violante: non ha senso inserire un regime doppio, tra l'aula parlamentare e un'altra struttura istituzionale. La riforma istituzionale deve passare in modo obbligato attraverso il Parlamento».
«Pessimo servizio da Casini e D'Alema» - Monti non si faccia «irretire» da Pd e Udc perché «o mantiene la sua identità di governo tecnico o è evidente che il governo viene meno, non per problemi programmatici ma per un dato politico tout court». Lo afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, secondo il quale «fanno un pessimo servizio a Monti coloro come Casini e D'Alema che presentano il suo governo come una fase preparatoria di un futuro governo di centrosinistra. Se fosse davvero così la conseguenza sarebbe che noi dovremmo togliere il disturbo».
Il vertice di Bruxelles, poi, per Cicchitto non va interpretato nè con trionfalismo nè come una polpetta avvelenata ma come «un accenno di evoluzione» visto che scudo anti-spread, modifica della Bce ed eurobond sono ancora tutti da verificare anche con la messa a punto dei dettagli con l'Eurogruppo del 9 luglio.
Spending review - «Per quanto riguarda le versione numero due della spending review siamo in attesa di saperne di più perchè allo stato le nostre conoscenze si limitano a ciò che leggiamo sui giornali».
«E' evidente - ha aggiunto - che o i partiti e i gruppi parlamentari della maggioranza verranno informati prima della presentazione dei decreti in Parlamento, oppure se essa avverrà senza consultazione allora deve essere previsto un libero confronto parlamentare non pregiudizialmente bloccato dal voto di fiducia».
«Comunque deve essere chiaro - ha sottolineato Cicchitto - che questa manovra è funzionale all'obiettivo di evitare un aumento dell'Iva; ma il nodo strategico che abbiamo davanti, Bruxelles o non Bruxelles, è costituito da politiche funzionali all'abbattimento del debito. E su questo nodo come Pdl ci ripromettiamo di avanzare precise proposte».
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