19 gennaio 2020
Aggiornato 19:00
Giustizia | La riforma delle intercettazioni

Intercettazioni: Severino, nessun «bavaglio»

Il Ministro della Giustizia respinge la tesi del quotidiano «Repubblica», che la sospetta di voler strangolare il diritto di cronaca attraverso la riforma delle intercettazion: «Filtro ad atti pubblicabili» ma «provvedimento va ponderato»

ROMA - «Nessun bavaglio»: il ministro della Giustizia Paola Severino ha respinto oggi la tesi del quotidiano Repubblica, che la sospetta di voler strangolare il diritto di cronaca attraverso la riforma delle intercettazioni.

Filtro ad atti pubblicati - Secondo il quotidiano la guardasigilli vorrebbe vietare la cronaca «anche per riassunto» del contenuto delle intercettazioni anche dopo il deposito degli atti: ma la bozza di cui ha parlato Repubblica sarebbe «vecchia, solo un canovaccio», sostengono fonti parlamentari, del resto superata già in occasione dell'intervento della Severino a Perugia, al festival del giornalismo. L'obiettivo, disse allora il ministro, è quello di introdurre «un filtro durante le indagini per escludere le notizie che non sono rilevanti» e questo «anche in quelle fasi nelle quali il provvedimento viene consegnato alle parti». Se passasse questa impostazione, in pratica, i tempi della pubblicazione dei verbali degli ascolti rimarrebbero gli stessi: una volta pubblici sarebbero a disposizione anche della stampa, ma i contenuti verrebbero selezionati da un intervento del Gip.

Il percorso del provvedimento resta incerto - Una posizione che oggi il ministro ha ribadito: «Ho già detto - ha spiegato ai cronisti - che potrebbe esserci una fase, eventualmente anche molto anticipata, delle indagini in cui sarà il magistrato che selezionerà le notizie rilevanti dal punto di vista processuale e gli atti saranno pubblicabili; e una fase in cui questo non sarà possibile». Quanto alla scelta dei momenti nei quali le intercettazioni saranno pubblicabili, «sono quelli - ha spiegato - in cui già attualmente si centra l'attenzione dell'opinione pubblica come gli ordini di custodia cautelare e le perquisizioni: su questo si dovrà fare affidamento al magistrato per la selezione delle notizie rilevanti». Politicamente serve «equilibrio», ha sostenuto Severino, ma il percorso del provvedimento resta incerto: «Ci sono altre difficoltà di ordine tecnico-parlamentare», ha sottolineato. Tra queste, il fatto che al tempo del Governo Berlusconi c'è già stata una doppia lettura conforme dei due rami del Parlamento su alcune norme contestate da una parte dell'attuale maggioranza.

Niente corsa all'approvazione - Si tratta di «un intervento che non può essere affrettato né precipitoso ma va accuratamente ponderato». Niente corsa all'approvazione, insomma, nonostante il Pdl abbia reiteratamente chiesto un percorso parallelo con le norme sulla corruzione e con la Comunitaria in discussione al Senato, che contiene la riforma della responsabilità civile dei magistrati. Del resto ci sono molti dubbi sul fatto che la Camera possa dare priorità assoluta a questa materia, mentre esamina il ddl lavoro e il decreto sviluppo e anche in materia di giustizia ha all'ordine del giorno altri provvedimenti, come il falso in bilancio e il ddl sulla tenuità del fatto.

Ferranti (Pd): Sono altre le priorità - Non a caso il Pd, con Donatella Ferranti, si lancia in previsioni assai prudenti: «Sono altre le priorità», avverte, quindi «non credo che prima dell'estate il ddl intercettazioni sarà esaminato dalla Camera». Ma il Pdl non ci sta: «Il Pd non vuole affrontare questo tema», commenta Manlio Contento, alludendo al cammino ancora non concluso del ddl anticorruzione. «Per noi - avverte - la questione diventa rilevante: visto che siamo stati disponibili, per senso di responsabilità, ad affrontare temi che non condividevamo fino in fondo, ora è il momento che anche altri affrontino temi a loro poco graditi, ma importanti per l'agenda del Paese». Nelle parole di Contento c'è un messaggio anche per il ministro Severino, che ha parlato della necessità di «ponderare accuratamente» la materia: «Non è più il momento di pensare - dice - ma di affrontare il tema con serietà e con attenzione a quello che accade in troppe Procure, da cui escono continuamente i contenuti delle intercettazioni».

Vizzini e il ddl anticorruzione - Al senato intanto potrebbe subire un rallentamento l'esame della responsabilità civile dei magistrati, inserita all'interno della legge Comunitaria: in commissione Politiche Ue potrebbe essere anticipata, riferiscono fonti parlamentari, la discussione sul fiscal compact. Quanto al ddl anticorruzione faticosamente licenziato dalla Camera ma sul quale il Pdl ha annunciato di voler chiedere modifiche, ancora non ha un calendario, ma per garantire un veloce iter al provvedimento «sono pronto - dice Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama - ad esaminarlo anche in giorni non consueti».