23 ottobre 2018
Aggiornato 14:30

Bonafede stoppa la riforma delle intercettazioni: «Il Pd voleva il bavaglio»

Il ministro della Giustizia spiega che la norma sarà riscritta: «La riforma Orlando impediva ai cittadini di ascoltare le parole dei politici, come nel caso Consip»
Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri
Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA«Riscriveremo la norma sulle intercettazioni attraverso un percorso partecipato». Lo ha rivelato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. «Ho scritto una lettera a tutte le procure distrettuali d'Italia, al Consiglio nazionale forense, perché voglio che su una materia così delicata possano esprimersi gli attori principali che quotidianamente vivono la realtà delle indagine. Ho già ricevuti numerosi contributi importantissimi, attraverso questo discorso partecipato arriveremo a una riscrittura che troverà un punto di equilibrio tra tutti i delicatissimi diritti in gioco – ha sottolineato il guardasigilli – La riforma Orlando era stata scritta con l'intento di impedire ai cittadini di ascoltare le parole che i politici pronunciano con persone indagate» mentre noi «impediamo che venga messo il bavaglio all'informazione. Ogni volta che qualcuno del Partito democratico veniva ascoltato dai cittadini, c'era il Pd che tendeva a tagliare la linea delle comunicazioni. L'intento era quello di evitare ai cittadini di ascoltare i politici» come accaduto «con il caso Consip», ha aggiunto il ministro sottolineando che «la norma che oggi abbiamo bloccato ledeva tutti i diritti in gioco».

La risposta del predecessore
Una versione smentita dall'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, che su Twitter pubblica il link del sito del ministero con le date del provvedimento varato dal governo Renzi: «Il ministro Bonafede sostiene che l'intervento sulle intercettazioni è stato concepito per il caso Consip. Sul sito del suo ministero le date che lo smentiscono. Prevedo che il sito sarà nottetempo modificato».

Anticorruzione e migranti
In un'intervista concessa a La Repubblica, Bonafede ha anche anticipato l'arrivo di un pacchetto di norme contro la corruzione: «L'articolato è già pronto e sarà depositato all'inizio di settembre. Stiamo avviando uno stress test per sottoporlo ad alcuni addetti ai lavori e verificare eventuali criticità perché si tratta di una riforma epocale che farà dell'Italia il paese leader in Europa in materia di anticorruzione, via fondamentale per garantire gli investimenti esteri. Binario differente per gli appalti dove alcuni ministri stanno lavorando al cosiddetto tavolo della semplificazione». In materia di immigrazione, invece, «il governo si sta muovendo avendo come priorità assoluta la tutela dei diritti umani. Per la prima volta l'Italia pretende che l'Europa affronti compatta un problema di dimensioni internazionali che finora ha pesato solo sulle nostre spalle. L'obiettivo è evitare che la tragedia delle morti in mare continui».