PD: Renzi, è ora di cambiare il nome dei leader
Il Sindaco di Firenze: Il mio partito dovrebbe avere l'onestà intellettuale di farlo. La mia battaglia è nel partito,no ad ennesima listina. Fioroni: Incompatibili con Idv, 2 giugno prova definitiva
FIRENZE - «Io credo che il mio partito dovrebbe avere l'intelligenza, la forza e l'onestà intellettuale di non continuare a cambiare il nome senza cambiare i leader». Così il sindaco di Firenze Matteo Renzi, durante l'Assemblea 2012 di Confindustria Firenze «Noi da 20 anni abbiamo saccheggiato le foreste a cercare gli alberi e abbiamo ucciso mezzo zoo per trovare gli animali per farci i simboli, ma abbiamo sempre le stesse facce», accusa Renzi, che ammette: «se queste facce dicessero qualcosa di nuovo, io sarei il primo ad aiutarli». Ipotesi comunque esclusa dal sindaco di Firenze convinto che sia «maturo il tempo per fare una proposta al Paese per i prossimi 10 anni. Se saremo in grado di farla, saremo credibili e faremo un servizio al Pd e all'Italia», conclude Renzi.
Alle primarie vinca il migliore, è la bellezza della politica - Matteo Renzi vuole combattere «la propria partita» nel Pd, esclude di fare «l'ennesima listina» ed è pronto ad accettare un'eventuale sconfitta alle primarie, purché si tengano. «Io non credo che oggi ci sia bisogno dell'ennesimo che esce dal proprio partito, si fa la listina o il partitino», ha detto Renzi, nel corso dell'Assemblea 2012 di Confindustria Firenze. «C'è bisogno di due schieramenti soli, destra e sinistra che non si odiano e non si insultano, ma che si confrontano e competono. Quando uno vince - ha aggiunto Renzi - l'altro fa serenamente opposizione, in maniera trasparente, senza fare gli Scilipoti». «In questo quadro, io sto dentro il mio partito, combatto una battaglia». E «se alle primarie vincerà qualcun altro, che vinca il migliore, e questa è la bellezza della politica», ha concluso Renzi.
Fioroni: Incompatibili con Idv, 2 giugno prova definitiva - Le critiche di Antonio di Pietro al Quirinale per le celebrazioni del 2 giugno sono «la prova definitiva» che l'Idv «non è compatibile» con il Pd e «con chi vuole costruire insieme a noi una alternativa di governo chiara e coerente». Lo afferma Beppe Fioroni, in una intervista al Messaggero, sottolineando che «parlare contro la festa andando sopra i toni come ha fatto di Pietro significa offendere il comune sentire dei cittadini».