1 febbraio 2023
Aggiornato 10:31
Primarie Centrosinistra 2012

Bersani e la premiership: Dobbiamo vincere senza raccontare favole

Mancano ancora un migliaio di seggi (ne sono stati scrutinati 8169 su 9219) ma il risultato è netto: Pierluigi Bersani si aggiudica le primarie del centrosinistra con il 61,11% (1.544.953 voti) mentre Renzi si ferma al 38,99% (983.222), perdendo diverse migliaia di voti rispetto al primo turno

ROMA - Mancano ancora un migliaio di seggi (ne sono stati scrutinati 8169 su 9219) ma il risultato è netto: Pierluigi Bersani si aggiudica le primarie del centrosinistra con il 61,11% (1.544.953 voti) mentre Renzi si ferma al 38,99% (983.222), perdendo diverse migliaia di voti rispetto al primo turno.

Bersani è il candidato premier e già guarda alla «battaglia»: «Noi dobbiamo vincere senza raccontare favole», altrimenti «non si governa» ha spiegato il segretario parlando in notatta al teatro Capranica dove si erano riuniti insieme ai militanti tutti i big del partito. Il «problema numero uno è il lavoro» e poi «il distacco micidiale tra cittadini e istituzioni»: «Dobbiamo prendere di petto questi problemi con il linguaggio della verità che è quello che il Paese aspetta». No, poi, all'uomo solo al comando «qui si governa con un popolo», «non bisogna agitarsi e intimorirsi ma essere tranquilli e forti».

Bersani ha ringraziato Renzi per la sua «presenza forte e fresca» e per «il contributo che ha dato per dare senso a queste primarie, per farle vivere in modo vero». Il sindaco, da parte sua ha ammesso la sconfitta senza giri di parole: «Noi non eravamo qui per fare una battaglia di testimonianza eravamo, qui per prendere il governo del paese e non ce l'abbiamo fatta. Non sono riuscito a scrollarmi di dosso fuori dalla Toscana l'immagine di essere un ragazzotto ambizioso che vuole fare chissà che cosa».

Guardando il flusso dei voti è stato il Sud a dare maggiori soddisfazioni a Bersani con percentuali di successo tutte sopra il 70% dei voti. Il record spetta alla Calabria dove il segretario è arrivato sempre intorno al 75% e a Vibo Valentia addirittura all'86% contro il 13,1% di Renzi. In Puglia ha pesato l'asse con Nichi Vendola: il segretario ha sfiorato il 71% con il sindaco fermo al 29%. Bene anche la Sardegna (73,42% contro il 26,58% di Renzi), la Basilicata (72,28%), la Sicilia (66,9 a 39,1%), la Campania (60,8 a 39,2%).

Fassina: Programma di Governo rimane in capo a Bersani - «Non sono sicuro che l'aspetto programmatico, e le proposte sul lavoro, siano stati temi di primaria importanza per chi ha votato Renzi. Mi pare invece che larga parte di coloro che lo hanno votato si siano concentrati sul messaggio caratterizzante della sua iniziativa, la cosiddetta rottamazione o - in termini piu' civili - il ricambio della classe dirigente». Lo ha detto il responsabile economico del Pd Stefano Fassina, interpellato da Radio Radicale sul risultato alle primarie, e in particolare sulle proposte economiche sostenute da Matteo Renzi.

«In ogni caso si è affermata la piattaforma diversa, quella che il Pd ha avuto in questi anni, contenuta nella proposta di Bersani», ha detto Fassina. «Il programma di governo rimane in capo a chi ha vinto le primarie, e le ha vinte in modo netto. Ovviamente si terrà conto di un risultato importante avuto da Renzi che però mi pare si sia molto qualificato sul terreno del rinnovamento, più che dei contenuti programmatici», ha concluso il responsabile economico del PD.