17 settembre 2019
Aggiornato 00:30
I costi della Politica

Finanziamento ai Partiti: Schifani, serve una legge o crolla tutto

Il Presidente del Senato: Fare in modo che i controlli siano veri, magari con l'uso della Finanza. Grande coalizione 2013? Serve un Esecutivo forte. Basta tasse, spending review sia efficace. Nel medio termine all'Italia conviene Hollande

ROMA - «Bisogna far presto, entro l'estate», a scrivere e approvare la legge sul finanziamento ai partiti, perchè «dopo si entrerà nel vortice di precampagna elettorale». E' la sollecitazione del presidente del Senato, Renato Schifani, secondo il quale «i partiti stessi rischiano di essere travolti da una valanga che è dietro l'angolo. La situazione è drammatica e i tempi sono strettissimi, altrimenti rischia di crollare tutto perchè manca la legge sui finanziamenti».
«Per non delegittimare se stessi - ha detto ancora a Schifani a Porta a Porta - occorre che i partiti si muovano e facciano la legge. Rischia di crollare tutto perché manca la legge sui finanziamenti e sui partiti». Intanto, secondo Schifani, per risolvere il problema qualcosa si puó fare subito: «Basterebbe dotare le strutture di Camera e Senato deputate a fare i controlli sui bilanci dei partiti di procedure idonee a fare davvero questi controlli. Basterebbe cioé modificare la legge in maniera che chi è deputato a questi controlli li potesse fare avvalendosi della collaborazione di pezzi dello stato e anche della Guardia di Finanza per accettare la correttezza dei conti. L'attuale normativa non lermette di entrare nel merito dell'effettività della spesa e questo va cambiato».

Grande coalizione 2013? Serve un Esecutivo forte - «Chi pensa di governare con il 51% sbaglia di grosso, il Paese non puó permettersi il lusso di essere governato da una maggioranza risicata, soprattutto a fronte dei problemi economici che ha e che tutta l'eurozona ha. Ci attendono tempi difficili e servono quindi governi coesi e forti».

Basta tasse, spending review sia efficace - Dopo il «salva-italia» e la riforma del lavoro, «tocca al Monti ter, una fase di governo che deve configurarsi con l'aggressione del debito pubblico. Una manovra sulla crescita va fatta. Spero - ha aggiunto a Porta a Porta - che si fermi il livello di pressione fiscale, perchè gli italiani e le imprese soffrono. Occorre un taglio serio della spesa pubblica. La spending review deve essere un'operazione immediata, chirurgica. Il ministro Giarda lavora bene ma deve essere ancora più rapido, magari facendosi aiutare».

Nel medio termine all'Italia conviene Hollande - - Premesso che «l'aumento dello spread potrebbe essere dovuto alla crisi spagnola e all'esito del primo turno delle elezioni francesi», il presidente del Senato, Renato Schifani, ha indirettamente dato il suo appoggio al candidato socialista Francois Hollande. Rispondendo a una domanda su quale dei due candidati sarebbe il miglior presidente francese per gli interessi italiani, Schifani ha detto: «A breve termine direi che ci converebbe la riduzione dello spread con la stabilizzazione del rapporto Sarkozy-Merkel, ma nel medio termine potrebbe convenire la nascita di un rapporto Hollande-Merkel per consentire una rivisitazione delle politiche di bilancio che oggi sono estremamente rigide e un po' soffocate dalle politiche tedesche».